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Sangue d'argento

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1500 persone che applaudono convinte, quasi esultanti, per un uomo divorato dai topi al quale viene tagliata la testa o per il cranio maciullato di una strega dai lineamenti orientali. Un ritrovo di maniaci sanguinari? No, semplicemente estimatori di Dario Argento.
Una maratona estenuante nella tetra Sala Cinema Lotto, nient’altro che un tendone allestito al di fuori dell’Auditorium, iniziata alle 20:30 e conclusa intorno alle 2:40 del mattino con la proiezione in anteprima italiana de la “Terza Madre”, l’ultimo atteso capitolo della Trilogia delle Madri.
Ad aprire l’interminabile notte d’Argento “Suspiria”, il primo e migliore episodio della trilogia, e in generale una delle migliori pellicole di Argento. La terribile atmosfera della scuola di ballo di Friburgo, la sequenza del pianista cieco divorato dal suo cane ed il concitato finale infuocato strappano ovazioni ancora oggi dopo più di 30 anni.
“Inferno”, girato in una New York anni ’80 irriconoscibile, con una trama molto più prevedibile e visionaria , è l’episodio chiave nel quale viene fatta luce sulle tre streghe madri e sui segreti della loro esistenza. Grandiosa la colonna sonora che spazia dall’Aida di Verdi a un improbabile canto simil- gregoriano che scandisce i nomi delle streghe accompagnando le sequenze finali del film.
E’ ormai mezzanotte quando si accendono le luci ed entra in sala il cast della “Terza Madre”, con padre e figlia Argento in testa. La scena poco dopo viene rubata da Simonetti, ex Goblin, che sparge terrore in sala con la sua band, su le note di “Profondo Rosso” e “Phenomena”, in un’esibizione live di alto livello.
E’ passata l’una quando finalmente è il turno de “La Terza Madre”.
Le aspettative erano alte dopo le critiche entusiaste di Toronto, e sono state parzialmente deluse. La Mater Lacrimorum ( la bellissima Moran Atias ) che risiede a Roma è ancora in vita e chiama a se adepti da tutto il mondo che mettono in subbuglio la città eterna, raffigurati in maniera quasi comica da streghe punkettone e dark.
Toccherà a Sarah Mendy, un’Asia Argento che si impegna ma è quella che è , contrastarla guidata dalla defunta madre Daria Nicolodi. Non mancano attimi di pura tensione, così come il sangue che scorre copioso, specie nella raccapricciante uccisione iniziale della ricercatrice; Argento ha rivelato di aver avuto carta bianca e si vede, la deriva splatter sembra sempre dietro l’angolo, con in più un inedito ricorso a nudi e scene di sesso.
Tuttavia alcune scelte risultano profondamente discutibili, su tutte le apparizioni della Nicolodi in stile Guerre Stellari o la ridicola uccisione della Mater Lacrimorum, in un finale che da l’idea di essere stato girato in maniera sbrigativa.
“La Terza Madre” è un film horrror di medio livello, nulla di trascendentale, non c’è più traccia delle atmosfere tetre di Suspiria e della creatività di Inferno, così inquadrature ardite e sequenze mozzafiato lasciano spazio ad una desolante prevedibilità. Non è il risultato disastroso de “Il Cartaio”, ma i fasti di un tempo sono sempre più un lontano ricordo...
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