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RECENSIONE - Iron Man 3

03.05.2013 - Francesco Silella



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Quando un film è bello lo si cerca di dire al mondo ma, quando ci si trova davanti ad un capolavoro dell'era Marvel (parlando da fan accanito), di quel film non parli per almeno una settimana. Hai voglia di ritornare in sala e di rivederlo ancora e ancora prima di svelarlo al mondo. Hai l'irrefrenabile desiderio di ricercare ogni singolo dettaglio che possa servirti ad alimentare la tua fantasia rigorosamente  targata "Marvel".  Nel terzo capitolo Tony è un uomo nuovo. Ex ragazzo prodigio laureatosi summa cum laude all' M.I.T. ; il playboy di fama mondiale mette finalmente la testa a posto. La sua medicina ? Virginia "Pepper" Potts. La donna che ogni uomo vorrebbe al proprio fianco ma troppo bella per essere vera. Incarnata da una stupenda e solare Gwyneth Paltrow, Pepper porta la pace nella vita di Tony, al secolo Robert Downey Jr. Perché un terzo capitolo della saga di IronMan ? Ovviamente dopo un "IronMan 2" non del tutto riuscito bene e "The Avengers", dovevano fare un terzo film riguardante l'uomo di ferro ma, leggendo tra le righe delle interviste fatte agli attori ed agli autori del blockbuster internazionale si comprende il perché IronMan 3 sia un film da non perdere.

Tony Stark è sempre stato egoista e sconsiderato. Non ha mai pensato a nessuno tranne che a se stesso ma pian piano le cose per lui sono cambiate. Ha un "cuore" nuovo ed è pronto a rinascere. Come ogni eroe che si rispetti ha una nemesi. Il mandarino (Ben Kingsley). Chi è questo misterioso nemico che sbuca dall'ombra dei ricordi e colpisce l'America per punirla dei suoi crimini contro l'umanità ? Cosa spinge Tony a sfidarlo ? E' presto detto: la voglia di vendicare il suo miglior amico Happy Hogan, finito in coma e rimasto gravemente ferito dall'esplosione del  Grauman's  Chinese Theatre di Hollywood. L'attentato, rivendicato dal comandante supremo dell'ordine dei dieci anelli, è l'ennesimo colpo al cuore degli Stati Uniti d'America per infliggere un messaggio di terrore alla nazione. Per combattere il fuoco con il fuoco insieme ad IronMan si unirà il fedele amico di sempre: War Machine ribattezzato IronPatriot per infondere fiducia nei cuori dei cittadini americani.

 Sfidato, il nemico non tarda a manifestarsi attaccando Tony nella sua abitazione di Malibù costringendolo ad una ritirata che di dignitoso ha ben poco. Ma è proprio quando tocchi il fondo che devi riprenderti la tua vita. I suoi demoni  sono ritornati dal passato per tormentarlo e sconfiggerlo dopo 13 anni ma troveranno pane per i loro denti. Il progetto "Extremis",  una sua ex fiamma Maya Hansen interpretata dall'affascinante Rebecca Hall , ed un Guy Pierce, alias Dottor Killian, di cui gli occhi sono il giusto specchio per l'anima, porteranno il film verso un apice di tensione in cui, solo il colpo di scena finale, porterà lo scioglimento del nodo gordiano a cui gli spettatori verranno appesi  sin dal primo minuto. Magistralmente diretto da Shane Black alla sua seconda opera da regista, il film mostra il lato umano di Stark, tenendolo distante da quel pezzo di freddo metallo che alimenta il suo corpo con un mini reattore.  Mostrandosi perfettamente degno del testimone passatogli da Jon Favreau, comunque presente nel film nel personaggio di Happy, Black permette al protagonista di incarnare le vicissitudini dell'uomo moderno che prende in pieno volto il colpo del knock-out ma che, curatosi le ferite è di nuovo pronto ad affrontare i nemici a spada tratta. Per citare i Black Sabbath nell'omonima canzone "Iron Man": "They just turn their heads. Nobody helps him. Now he has his revenge (Loro voltano la testa. Nessuno lo aiuta. Ora ha la sua vendetta).

Robert Downey Jr. ha interpretato, ancora una volta, splendidamente il personaggio di Tony Stark e, come lui stesso ha affermato: "ho cercato di cambiare qualche dialogo di Tony rendendolo meno finto e più possibile simile a me. Ritrovo tantissimo di me in quest'uomo che non è egoista e sconsiderato come tutti pensano. Ha una grande ironia e voglia di vivere a pieno la sua vita al massimo delle sue potenzialità ed io penso che è così che bisognerebbe comportarsi. Quando vedi tutto nero, diamine, prendi i colori e ridipingi la stanza (ride ndr.)". Basti pensare a come affronta le interviste per rimanere spiazzati e confusi dal dove finisce Tony e dove comincia Robert.  

Quella che mi sento di definire "la lezione di Tony" è proprio nel cuore del film. Non importa quanti soldi hai o di quanto potere sei capace di gestire, prima o poi le acque si agiteranno anche per la tua nave e sarà lì che dovrai dimostrare che tipo di capitano sei. Tony, senza rifletterci tanto, si rimette subito al comando della sua "nave" e grazie al suo intelletto adamantino riuscirà a sconfiggere il nemico.

 

 

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