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venerdì 24 maggio 2019

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RECENSIONE - 'Bomber' di Paul Cotter

04.05.2013 - Francesco Silella



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"Se vuoi una cosa ben fatta, fattela da solo" e "chi fa da se fa per tre" recitano i proverbi più famosi sull'autogestione. Il regista Paul Cotter, senza alcuna ombra di dubbio, li ha presi perfettamente alla lettera. Il suo ultimo capolavoro, perché di capolavoro si tratta, "BOMBER" è uno dei migliori film che il mondo si è, in parte, precluso di vedere. Purtroppo  non farà parte della grande distribuzione e neanche di un blockbuster stile "The Avengers" da 200 milioni di dollari di incasso nel primo weekend negli USA ma, di certo, non è un film inferiore a tante pellicole che hanno l'onore di essere proiettate in oltre 600 cinema. "Un autentico capolavoro della commedia indipendente" scrive il critico del " The Chicago Reader" con cui mi trovo perfettamente d'accordo. La bellezza del film sta nella sapiente alternanza di momenti  seri a momenti di puro divertimento. La trama non è la solita storia di equivoci e scambi ma una vicenda toccante con una punta di autobiografia.  Alistar e Valerie, entrambi ottantenni decidono di fare un viaggio in Germania ormai programmato da tempo. Da semplice viaggio di coppia si trasforma repentinamente in un tris degno dei fratelli Marx. Ai due anziani si unisce Ross, il figlio della coppia che ancora non ha ben capito cosa fare della sua esistenza. Una volta giunti in Germania, Alistar, ex pilota della RAF (Royal Air Force ndr)  svela il vero motivo del suo viaggio. E' seriamente deciso a chiedere scusa all'intero villaggio tedesco su cui ha per errore sgangiato una bomba quando aveva appena fatto diciotto anni. Una vera realtà all'interno della finzione della magia della macchina da presa. Cotter ha pagato un grosso prezzo per la sua indipendenza. Il film non trovava finanziatori ma Paul non si è arreso ed indebitandosi è riuscito a mettere da parte 25.000€ che hanno interamente finanziato il film.

Purtroppo ora Paul Cotter, visionario e grande creativo del cinema inglese ha dovuto mettere se stesso al servizio della tv pubblica per pagare i suoi debiti ma lo fa con piacere, dice,  poiché crede fermamente nel valore della sua creatura che dal 2009, anno della sua uscita, sta collezionando tantissimi premi tra cui il premio come miglior regia al "Savannah Film Fest" e il gran premio della giuria al "Nashville Film Festival".  Purtroppo, tranne una sporadica apparizione al "Torino Film Festival" e a qualche micro festival a basso budget, l'Italia non ha avuto modo di vedere questo fantastico prodotto che non esito a definire "eroico". Dopotutto non importa quante cose facciamo nella nostra vita ma contano quelle per cui si ricorderanno il nostro nome ... Grazie Paul. 

 

 

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