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venerdì 24 maggio 2019

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FESTIVAL - Karawan, il sorriso del cinema romeno

04.05.2013 - Francesco Silella



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"Nella diversità degli altri ritroviamo la nostra anima". Non è mia ovviamente ma stranamente è firmata "anonimo". Trovo questa frase la giusta cornice per inserire il quadro del "Rad si eu" (anch'io rido). Il Sorriso del Cinema rumeno è a Roma, precisamente ospite della casa della cultura di Villa de Sanctis.

In via Casilina 665 prende vita la proiezione dei migliori film rumeni, parte del terzo appuntamento del "Karavan", il festival che parla dell'immigrazione, dell'integrazione e dello scambio tra culture in modo ironico e divertente. La Romania, patria di scrittori come Eugene Ionesco, da sempre vanta artisti che hanno saputo distinguersi nei diversi e svariati campi dell'arte. In questo caso, la settima: la cinematografia.

Alcuni tra i film proiettati al Festival che ci fa piacere segnalarvi sono stati "Racconti dell'età dell'oro" di H. Höfer, C. Mungiu, C. Poperscu, I. Uricaru, R. Marculescu e "Lumache e uomini" di Tudor Giurgiu.

Nel primo film si alternano 4 racconti che vedono protagonisti tanti personaggi di cui nessuno è protagonista assoluto ma che incarnano perfettamente i tipici tratti caratteriali della popolazione della nazione rumena. Nel secondo film invece i protagonisti sono le battaglie tra popolo e sovrano naturalizzate nella guerra tra operai di fabbrica e capitalisti interessati solo al profitto. Una fabbrica dedita alla costruzione delle automobili di stato viene presa sotto braccio da un imprenditore che, per diventare ricco, si mette in contatto con due manager francesi che vogliono far diventare l'industria automobilistica in una "fattoria di lumache" a spese dei poveri ed impotenti operai. A ribellarsi a questo piano scellerato sarà un sindacalista che farà leva proprio sull'impotenza degli operai che doneranno il "seme" ad una banca di spermatozoi americana in quantità industriale per risollevare le sorti del proprio lavoro. Ispirati a fatti realmente accaduti il film riesce a coadiuvare in se stesso tutta l'ironia ed il talento per l'improvvisazione degli operai disposti a tutto pur di salvare il proprio posto di lavoro.

 La bellezza di questi racconti di vita di un paese che sembra lontano ma è molto vicino a noi resta nella poesia della lingua. La comicità italiana proveniente dalla commedia dell'arte è lontana anni luce da ciò che riesce a suscitare il riso nelle bocche dell'est di cui è gremita la sala ma, nel vedere i film che scorrono sul proiettore, anche io abbandono le mie convinzioni sul cinema dell'est che, per dogma, non fa ridere, e mi godo la proiezione. Rimango sorpreso nel vedere come questo paese a cui associamo da sempre, per ignoranza nostra e dei media, tate, colf, badanti e donne delle pulizie oltre che ladri e uomini di bassa levatura morale pur essendo pieno di bellissime persone è ricco di storie interessanti capaci di far divertire il pubblico. Sentiamo la culture dell'est lontana e distante dalla nostra ma ciò che è incredibilmente lontano può essere assurdamente vicino ed in sintonia con il nostro "modus vivendi". A volte un pregiudizio può fermare il mare di novità che arriva e che si scontra sulla scogliera delle nostre barriere. A volte così vicini, a volte così lontani.

http://www.karawanfest.it/ 

 

 

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