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venerdì 23 agosto 2019

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Recensione Film: La musica nel cuore (August Rush)

18.12.2007 - Alessandro Pangallo



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Titolo: La musica nel cuore (August Rush)

Cast: JFreddie Highmore, Keri Russell, Robin Williams, Jonathan Rhys Meyers

Scheda: LINK
IMDB:
73/100
Voto: 67/100

Prima che il cinema di Natale fosse sinonimo di cinepanettoni alla Boldi e De Sica, a farla da padrone nelle sale cinematografiche nel periodo delle feste erano le favole di Natale, film garbati e divertenti, caratterizzati da musiche coinvolgenti, linguaggio pulito, lieti fine e umorismo politicamente corretto.


"La musica nel cuore" (in originale August Rush, dal nome del protagonista) non è nient'altro che la più classica delle favole di Natale: padre, madre e figlio appena nato sono divisi dalle mille avversità della vita. Il bambino, dopo un'infanzia in orfanotrofio, scopre di avere un talento innato per la musica (ereditato dai genitori, entrambi musicisti), e tutto ciò che vuole è esibirsi davanti a quanta più gente possibile in modo tale che i genitori, guidati dalla musica, riescano a sentirlo e si rechino da lui. Nella ricerca dei suoi natali, August vestirà i panni di un novello Oliver Twist, andando in giro per New York mendicando qualche spicciolo mentre suona la sua chitarra, donatagli dal "Mago" (Robin Williams), un musicista dal carattere instabile che offre ai bambini abbandonati della Grande Mela un tetto sotto il quale vivere e uno strumento da suonare in cambio del provento delle loro performance.


Poche righe fa non ho citato Oliver Twist a caso, dato che questo film prende più volte spunto dall'opera di Dickens, anche se sarebbe più giusto dire che prende diretta ispirazione dal musical del 1964 basato sul romanzo, poco famoso in Italia ma conosciutissimo in America e Regno Unito. Non a caso, il Mago ricorda nei modi e nel portamento il rigattiere Fagin, sebbene si conci in un modo piuttosto simile a Bono, il leader degli U2.
E ora per concludere, facciamo il gioco dei "pro" e dei "contro": questo film ha il vantaggio di essere carino da vedere, è indicato per le famiglie e sicuramente non mancheranno di proporcelo in televisione negli anni a venire nei pomeriggi delle feste natalizie (un po' come accade da anni con "Una poltrona per due"), il contro più pesante è che il film in fondo non è nient'altro che una favoletta per bambini, con degli elementi di illogicità evidenti (il bambino protagonista riesce a comporre sinfonie incredibili appena cinque minuti dopo aver visto per la prima volta uno spartito in vita sua) e con una storia che evolve in modo decisamente prevedibile.
E poi, detto tra noi, io in sei anni di chitarra ho imparato a malapena a fare la Canzone del Sole, e questo qui dopo cinque secondi che ha in mano uno strumento sembra già un novello Clapton… va bene che è una favola, ma c'è un limite a tutto!

 

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