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mercoledì 08 luglio 2020

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TEATRO - "Le serve, un caso che non esiste"

Fino al 29 giugno 2014 al teatro Cometa Off di Roma Marco d'Amelio porta in scena in chiave pop l'opera di Jean Genet

29.06.2014 - Luca d'Alessandro



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Una scena di

Fino al 29 giugno 2014 al teatro Cometa Off di Roma il giovane regista Marco d'Amelio porta in scena: "Le serve, un caso che non esiste". Una riproposizione in chiave pop dell'opera che Jean Genet scrisse ispirandosi a un fatto di cronaca nera in cui due sorelle, Christine e Léa Papin, in seguito a un rimprovero massacrarono mamma e figlia proprietarie della casa dove prestavano servizio come domestiche. In una scenografia pop-rock dove una brandina di metallo adornata di fiori calca il centro della scena e simbolizza all'inizio dello spettacolo una proiezione su un futuro prossimo, le due serve Claire (Alessia D'Anna) e Solange (Valentina Bonci) vivono il loro tormento interiore dovuto dal peso schiacciante di un ruolo sociale che le logora fino allo sdoppiamento della loro personalità sfociando in una psicosi fatta di giochi perversi, in cui serve e padrona diventano un unicum per poi riportare il tutto alla realtà dei fatti nella maniera peggiore possibile.

SINOSSI - Claire e Solange sono due sorelle, cameriere al servizio di Madame. Quando la signora è assente, a turno, per spirito d'emulazione e perché in quel momento sono "libere" si divertono a interpretare una vita che mai apparterrà loro. Quale luogo migliore e più intimo c'è della camera da letto di Madame per dar vita a questo rituale quotidiano? Non si accontentano di giocare e sognare di essere una nobildonna, vivono l'esperienza con un trasporto tale da corrodere i loro animi facendo emergere dissidi tra le sorelle e tutta l'invidia, il rancore, nei confronti di una padrona in cui vorrebbero rispecchiarcisi, ma sono consapevoli che è inarrivabile (l'immagine di Madame (Giulia Illuminato) incastonata in uno specchio/porta contornato da luminarie intermittenti esplica bene il concetto) fino a simulare nella loro finzione l'uccisione di Madame, il punto di non ritorno...

CAST - Alessia D'Anna è una Claire brava nel mascherare la sua determinazione interiore che la porterà fin dove la sorella ha osato, ma non ha mai avuto la forza di arrivare con una recitazione ingenua e sensuale (chissà se la direttiva viene dalla regia, certo è che si contrappone alla pièce originale dove lo stesso Genet nella sua prefazione scrive «Le attrici non devono salire in scena col loro naturale erotismo, imitare le donne che si vedono sullo schermo. L'erotismo personale, in teatro, degrada la rappresentazione. Le attrici sono perciò pregate, come dicono i greci, di non scodellar la fica in tavola»). Giulia Illuminato con la sua Madame e il suo ruolo particolare che la vede protagonista in scena per la maggior parte del tempo incastrata nello specchio dei desideri ha il merito di mantenere alta la concentrazione ed entrare subito nel vivo dello spettacolo con la giusta enfasi, tanto da chiuderlo con un selfie arrangiato. Valentina Bonci a parte l'inflessione dialettale da migliorare incarna al meglio il suo personaggio. La cadenza dei suoi discorsi, la gestualità, il modo di camminare, tutto in lei rappresenta il logorio e il peso di un ruolo e una situazione psicofisica oramai compromessa. Sebbene sia bravissima in ciò è ancora più brava in quei pochi attimi in cui la speranza pervade lo spirito di Solange.
Uno spettacolo ricercato, dove ogni cosa ha il suo significato più o meno comprensibile ai più, dove però la durata eccessiva rischia di far distrarre lo spettatore facendolo arrivare stanco nel momento di massimo pathos.

 

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