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lunedì 19 agosto 2019

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Recensione film: Across the universe di Julie Taymore

17.12.2007 - Francesca Maria Calegari



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Titolo: Across the universe
Regia: Julie Taymore

Cast: Evan Rachel Wood, Lim Sturgess, Joe Anderson
IMDB:
79/100
Voto:  

Across the universe incanta. Ti rapisce e ti trasporta in un mondo dove musica e immagini si fondono in una perfetta sintonia, come in un immenso e raffinato videoclip.
Anni ’60: la musica, gli hippies, il flower power, il Greenwich Village, la guerra in Vietnam, l’assassinio di Martin Luther King, la contestazione pacifica e violenta allo stesso tempo. Tutto questo è raccontato attraverso una storia d’amore scandita dalle indimenticabili canzoni dei Beatles.
Jude (Jim Sturgess), operaio squattrinato con uno speciale talento per l’arte, parte da Liverpool alla volta degli Stati Uniti per cercare il padre. Arrivato a Princeton conosce Max ( Joe Anderson), ribelle figlio di papà intenzionato ad abbandonare gli studi. I due si stabiliscono a New York attratti dal nuovo ed eccitante clima culturale della grande mela, e lì vengono raggiunti da Lucy (Evan Rachel Wood), la sorella di Max, sconvolta dalla morte del fidanzato in Vietnam. Attorno a loro ruota una costellazione di stravaganti ed affascinanti personaggi: la dolce Prudence ( T. V. Carpio), la cantante Sadie ( Dana Fuchs) e il musicista JoJo ( Martin Luther McCoy), questi ultimi in due ruoli che citano Janis Joplin e Jimi Hendrix. Tra Jude e Lucy scocca la scintilla ma il loro amore dovrà fare i conti con il mondo che li circonda: un paese in fermento che sta dolorosamente cambiando.
Nel film cameo eccellenti: Bono degli U2 nella parte del Dottor Roberts canta “I am the Walrus”, Salma Hayek interpreta una sexy infermiera, e uno strepitoso Joe Cocker canta “Come togheter” vestito da straccione. Ma la vera rivelazione è l’eccezionale bravura dei giovani protagonisti: Evan Rachel Wood, che a soli 20 anni ha già vinto un Golden Globe come miglior attrice per “Thirteen” di Catherine Hardwicke, Jim Sturgess, che debutta da protagonista e interpreta magnificamente gli arrangiamenti di “Revolution”, “All my loving”, “Something” e “I’ve just seen a face”, e Joe Anderson toccante in “Hey Jude”.
Julie Taymor, regista di cinema e teatro, nel 2002 ha ricevuto sei nomination all’Oscar per “Frida” in cui aveva già dimostrato tutto il suo talento creativo e visionario. Il film era ispirato alla vita della pittrice Frida Khalo interpretata da Salma Hayek.
La Taymor non è solo una regista che si limita a riprodurre la realtà ma, strizzando l’occhio a Tim Burton, a “Moulin Rouge” di Baz Luhrmann e alle grandi produzioni di Broadway, ne crea una nuova. Una realtà più vera del reale, fatta di immagini psichedeliche, dove sono le emozioni ad essere protagoniste grazie agli arrangiamenti di alcune fra le più belle canzoni dei Beatles, eseguite magistralmente dal cast ed accompagnate dalle coreografie d’avanguardia di Daniel Ezralow, uno dei fondatori dei Momix.

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