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lunedì 28 settembre 2020

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TEATRO - "Molto rumore per nulla"

Continua la strepitosa stagione del Globe Theatre di Villa Borghese

06.09.2014 - Francesco Silella



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E' più reale il sogno o il sognatore? La storia raccontata o chi la racconta? Esistono storie che appartengono a questo mondo e storie che, invece, appartengono ad un mondo parallelo. Un mondo che ci è molto vicino ma che non siamo sempre capaci di percepire. Anzi, possiamo solo immaginare che esista sennonché, in una chiara notte di mezza estate, una stella illuminerà il cielo nel punto giusto e così, lo vedremo. Si mostra a noi in tutta la sua semplicità e nella sua armonia. In quel mondo, il tempo non viene percepito così come lo conosciamo ma un'ora è un flebile battito d'ali d'una farfalla. Una farfalla, proprio così si presenta (prendendo in prestito le parole della regista) lo spettacolo diretto dalla mano di Loredana Scaramella: "Molto rumore per nulla".  Una farfalla che nasce da un anonimo baco e che, una volta nata, potrà illuminare il mondo con i suoi colori solo per i pochi che avranno la fortuna di vederla volare perché, come la vita delle farfalle, la vita di uno spettacolo dura poco più che una serata ma il suo passaggio rimane impresso per sempre nella memoria.

Il "nulla", apparentemente tanto inoffensivo, creerà un turbinio di equivoci che porteranno la vicenda ad una climax crescente pari alla crescita dell'eccitazione sessuale che gli uomini provano per le donne e viceversa. La vicenda, germogliata anziché in Sicilia, in un Salento ricco di musiche e colori locali grazie alla bravura coinvolgente dei musicisti  Michele di Paolo, Antonio Pappadà e Lorenzo Salvatori, vede protagonisti un gruppo di soldati che, di ritorno dalla guerra si ritrovano a "combattere" un'ultima "battaglia" ossia quella dei generi. L'uomo contro la donna. Non svolgendosi in tempo di guerra né di pace Beatrice e Benedetto, rispettivi campioni delle due fazioni, interpretati magistralmente da Mauro Santopietro e da Barbara Moselli, si troveranno a duellare sulle corde dell'ironia e della comicità creando una piscina di divertimenti a cui al pubblico, sarà impossibile evitare di tuffarsi con il sorriso. Difendendo le proprie realtà come due adolescenti orgogliosi ed incapaci di mostrare affetto l'uno per l'altra, si uniranno a loro, per condire ancor di più la pepata vicenda, ERO, (Mimosa Campironi) e Claudio (Fausto Cabra) che saranno ostacolati nell'amore dal cattivo di turno, Don Juan, alias Matteo Milani che, nuovamente, ci da assaggio del suo talento. Assieme all'inconsapevole aiuto di Margherita, una sensuale, frizzante e brillante Lara Balbo, che sarà l'artefice di quella che apparirà come la "colpa" di ERO districatasi grazie al pathos tenuto alto da Federico Ceci,  Alessandro Federico, Daniele Griggio, Roberto Mantovani ed Ivan Olivieri e che troverà fine grazie al piano dell'onesto Frate Francesco, un intrigante e machiavellico Diego Facciotti.

Per innescare il perfetto mix di semplicità ed ironia si aggiungono al dipinto anche Jacopo Crovella, Federico Tolardo e Cristiano Caccamo, nel ruolo delle guardie unite ad uno stre-pi-to-so  Carlo Ragone, re indiscusso delle proprie scene.

Loredana Piedimonte, come sempre elegante in qualsiasi abito e/o ruolo assegnatole, dona grazia al vorticoso turbinio degli attori che, come foglie al vento, danzano sul ligneo palco decennale.

Raccontare ancora il proseguio della vicenda per occhi che ancora non hanno avuto il piacere di vederla nell'estate romana del  Globe Theatre di Villa Borghese mi sembra futile  ma mi permetto di  invitarvi a quello che sarà uno spettacolo traghettante per  il pubblico fino all'attraversamento di quell'imenica linea di confine che c'è tra quei due mondi apparentemente tanto lontani ma, al tempo stesso, vicini di casa collegati da un tappeto di foglie palmate in una stellata estate romana. Lo stesso ponte che c'è tra reale ed illusorio. Tra palco e parterre. Tra attori e personaggi. 

 

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