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venerdì 25 settembre 2020

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TEATRO - "PENE D'AMOR PERDUTE"

Quando Shakespeare incontra il pop. Regia di Alvaro Piccardi.

20.09.2014 - Sarah Colautti



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Pene d'amor perdute

 

Quando si entra all'interno del Globe Theatre di Roma è chiaro fin da subito non sia un teatro come gli altri. Sappiamo di stare per assistere a un'opera shakespeariana, ma siamo anche pronti a essere travolti dalla regia spesso originale del regista di turno e dall'interpretazione di giovani attori talentuosi. Con "Pene d'amor perdute", messo in scena dall'11 al 18 settembre 2014 per la regia e la traduzione del testo originale di Alvaro Piccardi, l'impressione è stata la stessa e la fama del teatro di Villa Borghese come teatro in cui non ci si annoia mai, sempre pronto a venire incontro alle esigenze del pubblico, è stata confermata.

POP SHAKESPEARE - Non aspettatevi scenografie esplicite, costumi secenteschi e un linguaggio forbito. Un palco minimalista, costumi retrò, ma non troppo e un lessico contemporaneo sono le scelte che Piccardi ha preso per una rilettura sui generis del testo, in cui a parole che evocano mondi lontani quali "spergiuro" e "sonetto", sono accostati termini, non a caso pronunciati dai villici, quali "fava" e "cazzetto", resi ancora più coloriti da un arcobaleno di accenti e dialetti come quello pugliese del contadino, il siciliano di una delle guardie e lo spagnolo del cantastorie.


SINOSSI - La storia del re Ferdinando di Navarra che giura, insieme a tre compagni, di dedicarsi alla sola erudizione astenendosi dai piaceri della vita, soprattutto le donne, e che commette spergiuro innamorandosi della principessa di Francia, assume i toni del solito Shakespeare con scambi di ruoli e malintesi, ma si discosta dal Bardo per il finale, che potremmo definire "aperto".


NASCOSTI DIETRO UN LIBRO - La traduzione e la regia di Piccardi sembrano voler rendere ancora più manifesto l'intento di Shakespeare di attuare una satira nei confronti di tutti quegli intellettuali che usano lo studio e l'erudizione come scusa per allontanarsi dalle gioie e dai dolori della vita, dalle sue contraddizioni, da un mondo che continua a girare anche per tutte quelle persone che si nascondono dietro la maschera della serietà e dello studio. Fin dall'inizio è il personaggio di Biron quello che sembra voler conquistare il pubblico con l'arguzia, riuscendoci grazie anche all'interpretazione magistrale di Stefano Patti che ci regala un Biron pieno di umanità e furbizia. I suoi numeri, soprattutto il monologo sull'amore, catturano lo spettatore per catapultarlo in un vero e proprio mondo magico.


VACANZE SHAKESPEAROMANE - Quando la principessa fa la sua comparsa sul palco accompagnata dalle tre cortigiane l'impressione è quella di vedere quattro Audrey Hepburn che, vestite anni Cinquanta, foulard in testa e occhiali da sole, sembrano esser pronte per una nuova versione di Vacanze Romane. Nulla lascia intendere chi tra le quattro donne sul palco sia la principessa: nessuna corona, nessun fregio, nessuna caratteristica che la distingua dalle sue tre dame. Giulia Grandinetti risalta infine grazie a uno spiccato, naturale senso del dominio distinguendosi dalle altre contribuendo a rendere il personaggio della principessa di Francia molto contemporaneo. La principessa deve però vedersela con Rosalina: la cortigiana interpretata da Lara Balbo che sembra voler sovrastare l'erede di Francia, arrivando in alcuni momenti a strapparle la scena con la forza e la grazia a causa del suo maggior talento.


Il risultato finale è una rappresentazione in cui è evidente l'intento del regista di venire incontro al suo pubblico e fare in modo che Shakespeare continui ad attirare e conquistare le masse. Tra scenette divertenti, coretti e giri di valzer il regista ci regala una piacevole versione pop di un'opera, che già lo è di suo per trama e situazioni, pensata per divertire e intrattenere senza altre pretese.


CAST - ROSALINA (LARA BALBO), DUMAIN (DANIELE BATTIMO), MARIA (VALENTINA BERNARDINI), OLOFERNIA (MARIANGELA CARUSO), RE FERDINANDO (RUGGERO CECCHI), DON NATANIELE (MICHELE FERLITO), DON ARMADO (STEFANO FLAMIA), CATERINA (MARTINA GIORDANO), PRINCIPESSA (GIULIA GRANDINETTI),  GIACOMETTA (LEIDYS ROJAS MARTINEZ), BOYET (FABRIZIO MILANO), BIRON (STEFANO PATTI), LONGAVILLE (PAOLO EMANUELE QUARANTA), CRAPOTTI (DINO LOPARDO), PIATTOLA (TOMMASO SETARO), FAVA (FRANCESCO SILELLA).

REGIA - Alvaro Piccardi. TRADUZIONE E ADATTAMENTO - Alvaro Piccardi. COSTUMI - Giovanna Arena. SCENE - Fabiana Di Marco.
MUSICHE ORGINALI- Giovanni Piccardi. COREOGRAFIE - Giuditta Cambieri. AIUTO REGIA - Lorenzo De Liberato.
ASSISTENTI AI COSTUMI - Niki Campisi, Claudia Montanari. DISEGNO LUCI - Giovanna Venzi. PROGETTO FONICO - Franco Patimo.

 

 

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