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domenica 15 dicembre 2019

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Serie TV: David Duchovny ci racconta il suo Nightmare of Californicaton

Eccovi la migliore serie del 2007: Californication

25.12.2007 - Alessandro Pangallo



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Titolo: Californication

Sito:
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Cast: David Duchovny,Natascha McElhone, Madeline Zima
IMDB:
Scheda Ufficiale
Voto: 80/100

Premessa: probabilmente questa serie tv non uscirà mai in Italia, almeno sulle reti in chiaro. Per capirlo, basti dare uno sguardo alla prima scena del telefilm: il protagonista si reca in una chiesa per espiare i suoi peccati e si ritrova davanti una suora che gli offre del sesso orale. Tuttavia, dato che oggi è possibile vedere una sere tv proiettata oltreoceano grazie ai servizi come i podcast e affini, ci è sembrato giusto parlarne per un semplice motivo: Californication è sicuramente la miglior serie esordiente del 2007, e sarebbe un peccato vederla barbaramente tagliata dalla censura nostrana o addirittura non trasmessa affatto. Fatta questa premessa, possiamo cominciare con il recensire questa serie.


Il protagonista Hank Moody (David Duchovny, il Fox Mulder di X-Files) è al contempo tutto ciò che un uomo vorrebbe essere e esattamente ciò che non vorrebbe mai diventare. Ha dalla sua un bel portamento, un incredibile magnetismo con le donne e un notevole conto in banca guadagnato grazie alla sua attività di scrittore, ma è vittima di quella che viene solitamente definita "crisi di mezza età": dopo aver venduto i diritti di un suo libro per potervi girare un film basato sull'opera, Hank si rende conto che la trama del suo romanzo è stata completamente rivista in chiave sdolcinata (quel che viene fuori dal suo libro intitolato "Dio ci odia tutti" è un film sentimentale dal titolo "Crazy little thing called love”); al contempo, Karen, la sua ex-compagna di una vita e dalla quale ha avuto una figlia, si sta per sposare con un uomo che non ama ma che è in grado di garantirle quella stabilità che Hank non può darle. Inoltre, in uno dei suoi frequenti rapporti occasionali, si ritrova inconsapevolmente a letto con la figlia minorenne del futuro marito di Karen, la quale, tra l'altro, avrebbe tutta l'intenzione di replicare la performance con lui.
Insomma, tutto questo intreccio di eventi porta Hank a una depressione marcata, che lo rende costantemente infelice seppur le donne e gli amici non gli manchino. Il suo autolesionismo lo porta a rovinare sistematicamente ogni rapporto, a cercare nell'infelicità la cura per la sua depressione.


In realtà, la vita di Hank Moody è semplicemente un pretesto per mettere lo spettatore in guardia dal processo di "californizzazione" che sta abbracciando il mondo occidentale: con la sua faccia tosta il protagonista può permettersi di demolire tutte le usanza perverse dello stile di vita californiano, innamorato dell'apparire, rintontito da internet con i suoi slang (i vari "lol" e simili) e i suoi blog, e che fa vivere le persone in mezzo a tantissima gente senza mai farle incontrare veramente. L'attacco alla società americana è diretto e sfrontato, e la surrealtà delle situazioni serve solamente a far percepire questa serie come una mera commedia (almeno al pubblico più superficiale).
La prima serie di Californication è stata composta di dodici puntate. Di queste, le prime nove rappresentano dei piccoli capolavori, le ultime hanno avuto il difetto di dover chiudere troppo in fretta una serie che era fino a poco tempo fa ad alto rischio di rinnovo (nonostante il grande successo di pubblico, questa serie è stata sistematicamente criticata dall'opinione pubblica per i suoi contenuti). In quasi ogni puntata è garantita almeno un'inquadratura di qualche bella ragazza immortalata come mamma l'ha fatta.
Ultimi aspetti da segnalare: la recitazione di David Duchovny, che praticamente mantiene la stessa espressione per tutto l'arco della serie (ossia quella del "tizio che si è appena svegliato dopo una notte in cui ha bevuto troppo") e l'ottima colonna sonora.
"Dream of Californication", cantavano i Red Hot Chili Peppers in una loro canzone di qualche anno fa. A pochi anni di distanza, David Duchovny sembra avvertirci che da quel sogno può nascere un incubo, un "Nightmare of Californication".



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