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domenica 22 settembre 2019

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Recensione Film: Mr Magorium e la bottega delle meraviglie

Dustin Hoffman e Natalie Portman in una delicata ma deludente fiaba metropolitana

15.01.2008 - Francesca Maria Calegari



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Da 114 anni Mr. Magorium possiede un negozio dove i giocattoli prendono vita e interagiscono con adulti e bambini, ma, consumato l’ultimo paio delle sue adorate scarpe italiane, ha deciso che è arrivato il momento di lasciare la bottega alla giovane direttrice: Molly Mahoney. Molly è una ragazza così insicura da essere bloccata in sé stessa e per questo non riesce a vedere il proprio talento. Non si sente assolutamente all’altezza di gestire da sola la bottega delle meraviglie. Quando poi Mr. Magorium annuncia di volersi ritirare, anche il negozio, che è uno dei protagonisti del film, si ribella e inizia lentamente a perdere la sua magia. Per fortuna ad aiutarla ci sono Henry Weston, un contabile assunto da Magorium per stimare il valore della bottega, che ovviamente non crede possa essere magica, ed Eric Applebaum, un ragazzino brillante ma timido, che lavora come assistente al negozio.
Con questo film la Moviemax ha deciso di collaborare con l’Unicef donando il 2% degli incassi totali al progetto di protezione dei bambini in Benin.
Le premesse sono buone. Un ottimo cast: Dustin Hoffman, due volte premio Oscar (nel 1988 per Rain Man e nel 1979 per Kramer vs Kramer), nel ruolo di Mr. Magorium conferma la sua duttilità, la sua capacità di interpretare i personaggi più disparati; e Natalie Portman, camaleontica nel passare dalla principessa Amidala di Guerre stellari alla stripper di Closer) (ruolo che le è valso un Golden Globe) a Evey, l’involontaria eroina di V per Vendetta, rende Molly fragile ma allo stesso tempo affascinante.
Mr. Magorium, che nella traduzione italiana perde la rima del titolo originale, è una delicata fiaba metropolitana, tocca temi diversi e importanti: la paura di affrontare le sfide che la vita ci pone, la lotta per realizzare i propri sogni, la capacità di vedere la magia nel mondo che ci circonda, il coraggio di accettare la morte come parte imprescindibile della nostra esistenza.
Il progetto è intrigante e la bottega magica dall’architettura decò, piena di giochi d’ogni epoca e tipo che prendono vita è una ghiottoneria per gli occhi. Il film però delude.
La storia non decolla: non raggiunge mai un punto di svolta, non trasmette alcun senso di meraviglia. Zach Elm, sceneggiatore di Vero come la finzione) è al suo esordio alla regia e ha curato la sceneggiatura di Mr. Magorium ispirandosi alla sua esperienza di lavoro in un negozio di giocattoli, ma non riesce a tramutare in parole e immagini le idee portanti del film che restano quindi appena accennate, le linee guida sono incompiute e così non si va a fondo di una storia che poteva dare molto di meglio, restando nello stra-abusato fantasy degli ultimi anni.

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