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lunedì 24 febbraio 2020

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Chesil Beach di Ian McEwan: cronaca di un amore.

Il nuovo romanzo dell’autore inglese Ian McEwan racconta una prima notte di nozze che non va esattamente come ci si potrebbe aspettare.

10.07.2008 - Valentina Ariete



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Casa editrice: Einaudi

Pagine: 136

Prezzo: 15,50 euro

 

Erano giovani, freschi di studi e tutti e due ancora vergini, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile”.
Così comincia “Chesil Beach” decimo romanzo dell’autore inglese Ian Mcewan.
I due giovani sono Edward e Florence: ventiduenni appena sposati che si recano sulle coste del Dorset, nella località di Chesil Beach, per il loro viaggio di nozze.
Lei è una ricca ragazza di Oxford, prodigio del violino, appena diplomata al conservatorio.
Lui è un giovane dalle modeste origini, fresco di studi in Storia, che sogna un futuro da scrittore.
Due giovani brillanti, acuti, sinceri, pieni di curiosità per la vita, ma con la sfortuna di vivere la loro vita sessuale nell’Inghilterra del 1962, periodo in cui non si poteva nemmeno parlare di sesso e essere giovani era considerato una handicap sociale.
Non a caso l’anno dopo sarebbe cominciato quel processo di rivoluzione dei costumi sessuali e sociali che culminò nel ‘68 e proseguì negli anni settanta.
La scena è una stanza d’albergo con letto a baldacchino e coperta bianca straordinariamente tesa, in cui i due consumano una non tanto gradita cena e si apprestano a consumare anche la prima notte di nozze, con tutta la paura e l’angoscia di chi non sa cosa deve fare né come reagirà l’altro.
Se da una parte lo sposo è desideroso di poter avere un contatto fisico intimo, la sposa al contrario è terrorizzata anche solo all’idea del sesso.
Entriamo così nell’intimità di due giovani che vogliono entrambi poter vivere la vita in libertà ma che hanno un differente slancio interiore: lui che adora fare a botte, sbronzarsi nei pub e la musica rock prende la vita di petto, lei invece, dalla mentalità razionale e amante della musica classica, è troppo impegnata ad analizzare ogni dettaglio per lasciarsi andare.
Così in un arco temporale di circa due ore assistiamo alla nascita, alla caduta e alla fine di questo amore tanto splendido a parole quanto impossibile nella pratica.
McEwan utilizza la tecnica usata in “Sabato”, dove la vicenda avveniva in un solo giorno, dilatando la storia con vari ricordi della vita dei protagonisti e soffermandosi in modo quasi maniacale su tutti i dettagli della notte d’amore e soprattutto sulle sensazioni dei due giovani.
Il risultato è un racconto avvolgente, dall’architettura cristallina e fluida, che come le onde che si infrangono sulla spiaggia di Chesil Beach portano in un crescendo di emozione ed empatia nella mente dei due personaggi fino alle loro rispettive prese di coscienza.
Un’altra straordinaria opera di McEwan che sa dar voce ai pensieri dei suoi personaggi come nessun altro scrittore contemporaneo sa fare, un autore che riesce ad emozionare anche solo con la descrizione della postura di un braccio o dell’effetto di un’ombra su un viso.
Un romanzo breve ma intenso, da leggere tutto d’un fiato!
Una storia su come siano fragili i rapporti umani, soprattutto quando di mezzo c’è il sesso, e su come spesso “il corso di tutta una vita può dipendere…dal non fare qualcosa”.

Per ulteriori informazioni su Ian McEwan: http://www.ianmcewan.com

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