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martedì 31 marzo 2020

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Dalla Biennale di Venezia al MACRO Future di Roma

15.03.2008 - Michela Dawe



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Per il collettivo russo AES+F Roma è il terzo appuntamento con l’Italia (dopo Venezia e Torino) ed è la prima personale in un museo italiano. La mostra, “Il Paradiso verde…”, curata da Olga Svibleva, è stata allestita in uno dei due padiglioni di MACRO Future e sarà aperta fino al 27 aprile.
I lavori presentati coprono gli ultimi dieci anni di attività del gruppo, dal 1997 al 2007. Sono esposte varie tipologie di opere, dai gruppi di sculture quali “Last Riot Sculptures”, “Acton Half Life Sculptures”, a una serie di lavori fotografici, fino ad arrivare in fondo alla sala dove è collocata l’opera più importante “Last Riot”, una video - installazione, con la quale il gruppo si è fatto conoscere all’ultima Biennale di Venezia.
Filo conduttore di tutti i loro lavori è la riflessione- polemica sulla società contemporanea e il rapporto di quest’ultima con i bambini e gli adolescenti. Quest’ultimi sono presi direttamente da agenzie di moda e trasformati da modelli a protagonisti di ambienti surreali ed estranianti. Se nella serie fotografica “Rich Boy” ci troviamo di fronte a bambini vestiti e atteggiati come piccoli adulti con tanto di giacca e cravatta, nel video “Last Riot ”ci troviamo di fronte a bambini soldato impegnati in una battaglia senza fine all’interno di un ambiente che è un mix tra scenario da video game, paesaggio extraterrestre e spot pubblicitario. Ciò che, più di tutto, contribuisce a creare un effetto destabilizzante è l’impassibilità dei volti, da cui non traspare nessuna emozione, insieme ai gesti ripetitivi e meccanici quasi da automa e all’atemporaneità della narrazione.
Coerente a tutti i lavori è anche la sperimentazione grafica, la ricerca della perfezione dell’immagine, attraverso l’utilizzo di strumenti tratti da diversi mezzi di comunicazione, dalla pubblicità alla fotografia di moda, dai video games alla grafica in 3D.
Attraverso il loro lavoro il gruppo AES+F, in modo molto sottile e sotto l’apparente perfezione dei corpi dei ragazzi, riesce a sottolineare la perdita di valori dell’età contemporanea e la violenza di cui è intrisa. Le loro opere racchiudono una serie ricca di riferimenti alla storia della cultura della nostra società: dalla mitologia greca al barocco italiano, dai manga giapponesi alla pubblicità americana, dalla musica di Wagner a quella dei Dj contemporanei.

 MACRO Future, via giustinianei, 4. Da Martedì a Domenica, dalle 16 alle 24, Lunedì chiuso. Ingresso Libero
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