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martedì 31 marzo 2020

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Tu più di chiunque altro di Miranda July

(Feltrinelli, pp. 173, euro 15)

18.03.2008 - Michela Monferrini



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“Tutte le donne tacquero di colpo ed Ellen e io ci scambiammo una rapida occhiata (…) Non c’era traccia di scuse nei suoi occhi, nessuna traccia d’amore o d’affetto. Ma mi vedeva, esistevo, e questo mi tolse un gran fardello dalle spalle. Ci vuole così poco”.
Ellen e Dana seguono un corso di cucito strano, in cui s’insegna a creare vestaglie – kimono e s’impara ad avere più fiducia in se stessi. S’impara che “ci vuole poco”, che la vita forse è più facile di quel che si credeva, che molto dipende dalle persone che si hanno intorno, accanto, o che s’incontrano per caso, senza preavviso.
Ellen e Dana sono due dei personaggi di “Tu più di chiunque altro”, esordio narrativo dell’eclettica Miranda July, qui alle prese con racconti imprevedibili, buffi, talvolta teneri, abitati da personaggi che possono sembrare improbabili, impegnati a svelare, con le loro azioni, inconsciamente, il lato assurdo della vita.
Ne “La squadra di nuoto” tre anziani seguono un corso di nuoto nel salotto di una casa, con una bacinella d’acqua sul pavimento. E imparano a tenersi a galla, imparano la respirazione, le bracciate, il tuffo (di testa!). Il corso di nuoto è l’equivalente dei corsi che seguono i personaggi degli altri racconti, è l’equivalente del corso di cucito, o di Tai Chi, o di quello per acquistare sicurezza tenendo dei tovaglioli stesi sugli occhi. Corsi per persone bloccate che non riescono ad allontanarsi da casa per più di ventisette passi, che organizzano la propria vita come seguendo le indicazioni di un manuale, dividendo tra cose FUTILI e cose IMPORTANTI, fermando ricordi scrivendo sui cuscini del divano, imponendosi di non ridere, scrivendo su una rivista per malati di Hiv “liste di modi per stare meglio”. Liste, numeri, paranoie. E la vita? La vita s’intravede, ogni tanto. Ed è l’incontro con l’Altro, imprevedibile, il primo sguardo rivelatore.
“So che un giorno incontrerò una persona speciale, so che avrò una figlia e le insegnerò quello che lui ha insegnato a me” pensa la protagonista de “Le mosse”.
“Non aspettare di essere sicura. Muoviti, muoviti, muoviti”.

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