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La galleria di antiritratti di Mirò

13.04.2008 - Giuliana Caprioglio



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foto di flickr.com/photos/aprilh/119925598/

In occasione dei suoi primi 135 anni di attività a Roma, la Reale Accademia di Spagna (www.raer.it), ospita dal 4 aprile un’importante mostra dedicata a Joan Mirò. Una galleria di antiritratti che raccoglie 26 acque forti e acquetinte realizzate tra il 1969 e il 1978 e quattro grandi sculture di bronzo della prima metà degli anni Settanta. Opere che appartengono al periodo successivo al secondo viaggio dell’artista spagnolo negli Stati Uniti nel 1959; dopo questa esperienza i suoi lavoro sembreranno sempre meno elaborati, le figure tenderanno a cedere la tela al colore che diventa elemento predominante. Sono anni di sperimentazione di nuovi mezzi pittorici, che come ha affermato il critico Hajo Düchting porteranno Mirò a considerare ogni proprio quadro una “personalissima avventura personale, come campo da gioco e “vivaio” di spontanee facoltà espressive”. La provocatoria frase di Mirò di voler “assassinare la pittura” può essere interpretata in relazione al grande sperimentalismo di tecniche e supporti artistici di quegli anni; infatti soprattutto nella maturità, il maestro catalano ha manifestato una profonda apertura verso le tendenze emergenti come l’Action Painting, l’Informale e le arti grafiche. Le opere in mostra testimoniano la versatilità dell’artista: “non sono nè incisore nè pittore, ma uno che tenta di esprimersi con tutte le tecniche” era solito dire Mirò. Il tema affrontato dai lavori in mostra è quello del profondo attaccamento alla terra, alla gente, alle tradizioni e ai miti della nativa Catalogna, nucleo emotivo della sua arte per quasi settant’anni. Figure antropomorfe, innaturali, primitive, che ricordano a chi avesse letto Via Gemito di Domenico Starnone la definizione “stronzate a pupazzetti” data da suo padre pittore, incapace di apprezzare l’opera di Mirò cui veniva per la prima volta dedicata una sala della Biennale di Venezia del ’54, occasione in cui gli fu attribuito proprio il Gran Premio Internazionale per la Grafica. Tuttavia anche per coloro che rimangono “scettici” nei confronti dell’opera di Mirò, la mostra si dimostra comunque una interessante occasione per avvicinarsi ad uno dei maggiori protagonisti del Novecento e per visitare l’antico convento francescano di San Pietro in Montorio accanto al Tempietto del Bramante, gioiello dell’architettura del primo Rinascimento.

L’esposizione è realizzata con la collaborazione del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione spagnoli, è organizzata dalla Reale Accademia di Spagna e dalla Fondazione Joan Mirò di Barcellona da cui provengono le opere esposte.

Periodo: 4 aprile 2008 – 25 maggio 2008-04-07
Luogo: Sala Espositiva della Reale Accademia di Spagna, piazza San Pietro in Montorio 3, Roma
Orario: dal martedì alla domenica, ore 10.00-13.00 / 16.00-20.00. Lunedì chiuso.
Ingresso: libero

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