Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 31 marzo 2020

  • MP News
  • Cultura

Kokocinski - La potenza dello spirito

28.06.2008 - Angela Di Matteo



LIBRI - "Nel corpo del mondo - La mia malattia e il dolore delle donne che ho incontrato"

Dopo i Monologhi della vagina, Eve Eisler racconta il Tumore e i suoi Sogni
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Al Festival di Urbano la star è Bach

Rese leggenda da Gleen Gould negli anni '50, le Variazioni Goldberg vengono riproposte nella loro versione originale...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Il Festival di Urbino si apre con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio

Sabato 18 luglio, alle 21.30, si apre la 47a edizione del Festival di Musica Antica
Leggi l'articolo

Entrare nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia è un po’ come immergersi in un’altra dimensione. Disegni visionari, intimi e travolgenti si ergono sul perimetro della stanza come imponenti colonne greche che fissano al centro le due sculture inquietanti.
Luce e ombra si alternano ad ogni passo e tra le pieghe della materia in rilievo e le incrostazioni del bronzo si percepisce lo spirito cupo e tormentato di Alessandro Kokocinski (http://www.kokocinski.it/) : un desterrado, un uomo dalle tante piccole radici che con la loro fragilità sanno staccarsi e rinterrarsi di nuovo, ogni volta con la stessa forza e lo stesso amore per la vita.
Le luci basse della sala lasciano che l’occhio dello spettatore entri in completa sintonia con le poche ma significative opere esposte: come un obbiettivo fotografico la pupilla mette a fuoco le figure che emergono dagli sfondi tetri che come macchie di fumo denso avvolgono le anatomie delle tele.
Pittura e scultura si intersecano nello stesso evento perché entrambe compongono l’arte e la poetica dell’artista. Come fosse un percorso a tappe, un climax catartico e tormentato, l’esposizione sprigiona un’energia sorprendente e si viene completamente rapiti da quel colore e quelle forme de-formate metafora di inquietudine e ricerca. Parafrasando una lettera di Alberto Sughi, Kokocinski più cerca di avvicinarsi alla luce più viene catturato dall’oscurità e inevitabilmente resta intrappolato nel buio della sofferenza e dell’incertezza.
Una mostra, quella di Palazzo Venezia, che fa torto al grande maestro per l’esiguo numero di opere presentate, ma indubbiamente la forza che esse emanano compensa lo scarso allestimento. Ganimede, Medea, Prometeo, Andromeda, Venere e Amore, Orfeo ed Euridice abbandonano per la durata della contemplazione il loro trono solenne ed eterno e fanno capolino tra la tempera pastosa e le pennellate confuse e appena accennate. Ma al banchetto partecipa ancora un altro invitato, meno illustre certamente: Pulcinella. L’icona partenopea sbuca d’un tratto e sorprende nella sequenza classicheggiante ma con maggiore vigore porta a tavola una Napoli ormai decaduta che, persa la maschera, ha perso anche la faccia.
Kokocinski si concede così, nella sua più estrema pienezza e riflessione, appoggiando un piccolo semino nero nei polmoni di chi avrà la voglia di avvicinarsi a uno degli artisti più influenti dell’arte contemporanea.

Roma - dal 19 giugno al 27 luglio 2008

PALAZZO VENEZIA
museopalazzovenezia@tiscalinet.it
orario: tutti i giorni 10.30 – 19.30. Lun chiuso
biglietti: free
curatori: Claudio Strinati
autori: Alessandro Kokocinski
telefono evento: +39 0669994219
genere: arte contemporanea, personale
email: artirm.uffstampa@arti.benic

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.