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“Arte senza tempo” a Palazzetto Cenci

19.07.2008 - Silvia Magna



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Palazzetto Cenci in restauro diviene un perfetto site specific per le oper di Bros e Ozmo.
Dopo la bella esperienza presso l’Auditorium di Roma, i due artisti, per quattro giorni, dal 5 al 9 Luglio, si sono adoperati per dare un impronta nuova alle cinquecentesche pareti del palazzetto nel centro di Roma.
La galleria Edieuropa, da poco trasferitasi presso la nuova sede, ospita al suo interno una serie di opere dei grandi del 1900: da Capogrossi a Galliani, da Pistoletto a Accardi, creando un percorso espositivo, intitolato “Arte senza tempo” , che conduce attraverso i  maggiori esponenti del panorama italiano.
Gli aspetti più sorprendenti dell’esposizione restano senza dubbio gli enormi graffiti che colorano il cortile interno: finalmente ci si libera dalle concezioni congelate di qualche anno fa e si tenta di riconoscere la validità di creazioni dal peso schiacciante, che fanno esplodere le pareti con un linguaggio quanto mai giovane e accessibile. Dalla costruzione del significato complessa e simbolica, attraverso la gestazione di allegorie e accostamenti azzardati, permettono che l’antico si sposi con il moderno, in una miscela apparentemente impossibile, che si rivela sorprendente e piacevole.
Le opere sono temporanee e verranno rimosse al termine dei restauri, però sono una prova di come i tempi, le epoche e le espressioni siano in grado di convivere, in quanto frutto del genio umano.


Se le gallerie sono il luogo dove per antonomasia si legittima l’arte e dove arte e potere si incontrano in un binomio non sempre etico, ora entrano in questo circuito anche le espressioni della strada, quelle che per molti “imbrattano” solo i muri. Contestualizzate in luoghi che hanno segnato la storia della capitale assumono un valore aggiunto, lontano dal vandalismo e dagli inseguimenti della polizia stile Miami Vice.
La forza dell’arte contemporanea a volte è proprio questa. Il contesto stesso diviene opera, non solo generare, ma legare al territorio e alla storia e allo stesso tempo creare nuove forme di percezione, avulse dalla staticità di tanta arte del passato.
La possibilità di godere di  un ambiente e di una creazione poliedrica, sono tutte caratteristiche delle installation art che nata negli anni ’70 ha raggiunto l’apice e il dovuto riconoscimento solo nell’ultimo decennio dello scorso secolo, divenendo ormai diffusissima al giorno d’oggi.

Gli spunti di riflessione che nascono da un luogo come la galleria Edieuropa in realtà sono molti, basta anche solo pensare alla capacità di Roma di sedimentare la storia: osservare dei graffiti in un palazzo rinascimentale situato al ghetto, non è poi cosa da tutti i giorni!


Info:
dal 9 al 29 Luglio e dall’8 al 30 Settembre 2008
dalle ore 11 alle ore 19
chiuso sabato e  festivi

Gallerie Edieuropa-QUI arte contemporanea
Piazza Cenci, 56- 00186 Roma
Tel 06.64760172
Email:edieuropa@tiscali.it
                                      
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