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lunedì 28 settembre 2020

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Audio-libri: civiltà o barbarie?

28.07.2008 - Angela Di Matteo



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Forse sta diventando una moda sempre più diffusa tra i naviganti di internet, ma l’ascolto di un testo scritto è qualcosa che viene dal passato.
Oggi li chiamano “audio-libri” e sono file scaricabili in cui una voce narrante legge le pagine di un’opera e si possono ascoltare sul proprio lettore mp3 o semplicemente spaparanzati sul divano di casa.
Come per tutte le novità la critica si divide e c’è chi storce il naso e c’è chi invece approva.
Tra i primi si trovano quelli che vedono in questa pratica semplicemente la pigrizia di chi non ha la voglia di prendere in mano un libro e saperne apprezzare la bellezza. Sicuramente la lettura è qualcosa di personale, che mette in moto intelletto e fantasia, stimolando le facoltà intellettive del lettore. Infatti il meccanismo della lettura impegna da un punto di vista fisiologico varie parti del corpo e riguarda sia lo sviluppo sociale che quello psichico dell’individuo.
Come dice Umberto Eco “il testo è intessuto di spazi bianchi da riempire” ossia si presenta come un tracciato che il lettore dovrà poi colmare con le proprie conoscenze e la propria interpretazione. Insomma leggere apre la mente. Ed è vero.
C’è da dire però che è altrettanto piacevole ascoltare la lettura di romanzi, racconti o poesie. Nella recitazione entrano in gioco diversi fattori quali l’interpretazione, l’accento, le pause e il tono che possono rendere davvero stimolante e perché no, anche rilassante, l’ascolto di un testo scritto. Una volta la lettura ad alta voce era una pratica comune e si svolgeva presso i saloni delle residenze signorili, nei refettori dei conventi, nei caffè letterari, nelle accademie e università e anche nelle tabacchiere cubane. Questa pratica sorgeva da diverse contingenze di contesto e di costume ma soprattutto permetteva la diffusione di conoscenze quando la pagina stampata non era facile da reperire e sempre troppo costosa.
Nel XXI secolo viene riproposta la lettura recitata e sempre più spesso sono gli stessi autori a cimentarsi nel doppiaggio delle loro stesse opere. Non mancano poi i commenti e le spiegazioni storico-letterarie di professori o di esperti che introducono l’ascoltatore alla storia, rendendo così il file una vera e propria occasione di arricchimento personale.
Non è detto quindi che ciò che non è carta sia qualcosa di anti-culturale ma d’altra parte è anche vero che “ la lettura è un’apertura radicale all’altro. È un luogo dove la propria verità vacilla e si rischia se stessi”.
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