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martedì 31 marzo 2020

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Recensione Libro: Icaro

DALLA CHITARRA ALLA PENNA: “ICARO” DI FRANCESCO GUCCINI

22.08.2008 - Angela Di Matteo



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Titolo: Icaro
Autore: Francesco Guccini
Edizione: Mondadori

 Non è la prima volta che il Guccio nazionale lascia per un attimo le note della sua sei corde per dedicarsi alla narrativa. Nel maggio di quest’anno esce “Icaro”, decima fatica letteraria del cantautore emiliano e forse non tutti sanno che iniziò la sua carriera di autore scrivendo contemporaneamente canzoni e  racconti.
Infatti i primi passi sulla carta Guccini li aveva compiuti già nel ’65  proprio con “Icaro”, l’ultimo dei sette racconti di questa raccolta che dà il nome al volume. Al modenese insomma piace giocare con le parole, che siano esse combinate tra le note di una canzone o incollate sulla carta stampata. Ammiratore dei meccanismi linguistici e dei ritmi che solo certe combinazioni di parole sanno creare, Guccini salta dalla sintesi delle canzoni, che alla maniera impressionista devono lasciar intendere immagini e impressioni,  alla dimensione letteraria, più ampia, più esplicita e forse più libera.
“Icaro” segna probabilmente il raggiungimento di una tappa importante: dopo anni di collaborazione con Loriano Macchiavelli, il cantautore-scrittore giunge alla scrittura individuale e colpisce con questa raccolta che sembra aprire una finestra sul mondo e fotografare quello che c’è fuori, intrappolando persone e linguaggi. Ed è proprio il linguaggio uno degli aspetti più interessanti di questi testi. Si inizia col dialetto siciliano de “Lo gnuri” e si arriva al creolo delle Mauritius de “La scimmia”, cronologicamente ultima creazione che lo stesso autore definisce “grottesca” fino all’italiano argentinizzato di “Josè Pasculli”, racconto ambientato a Buenos Aires che propone espressioni tipicamente ispaniche.
Volume nel complesso molto piacevole, soprattutto per i cambi di scena nel tempo e nello spazio: si vola dalla Sicilia al Sud America, fino alla Bassa emiliana e all’Africa isolana.
 Il volo, forse, è la parola chiave dell’intera raccolta, che non a caso termina proprio con “Icaro”, storia idealista ma tanto realista di un volo finito male. Le poche pagine che costituiscono ogni capitolo incollano il lettore con la loro scrittura agile e veloce, che senza inutili volute barocche riesce a seminare il suo piccolo insegnamento…anche se alla fine ognuno ci trova quel che vuole.

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