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Unknown Weegee. Cronache americane

15.09.2008 - Giuliana Caprioglio



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La scena del crimine secondo copione, sullo sfondo New York negli anni della Depressione, i protagonisti: la gente della strada e le loro storie crude. Ricordano i soggetti e le atmosfere dei classici della cinematografia, le fotografie scattate tra gli anni Trenta e Quaranta da Usher Felling, in arte Weegee. Egli raccontò gli anni della grande crisi quando gli 11 milioni di disoccupati del 1934 sembravano smentire la fondatezza del Sogno Americano. Le tensioni razziali, i problemi economici, i razionamenti bellici, Harlem, Chinatown, Bowery e Times Square, sono le immagini di cui andava a caccia Weegee; tuttavia criminali e poliziotti restavano i protagonisti prediletti dei suoi scatti. “Ci volevano storie succose per convincere i giornali a comprarti le foto. Un incidente mortale con il corpo ancora intrappolato nel volante e la faccia spiaccicata sul parabrezza, una casa popolare in fiamme” oppure come racconta ancora Weegee “un ganster in gessato e cappello grigio e il sangue che gli esce dalla testa e gli finisce in un tombino mentre un prete apparso dal nulla gli somministra i sacramenti. Queste sono le immagini che si vedevano negli anni della Depressione, la gente voleva sapere delle miserie altrui per dimenticare le proprie”. Weegee si confondeva fra i protagonisti dei suoi scatti forse perché ne condivideva il passato di emigrante. Usher Felling era giunto da Lvov nell’Impero Austro-Ungarico (oggi Ucraina), negli Stati Uniti all’età di undici anni. Dopo il periodo iniziale della sua carriera in cui lavora per i più importanti giornali newyorkesi, nel 1935 decise di lavorare da freelance. Il suo soprannome ricordava foneticamente “Ouija” parola che indica la seduta spiritica, forse a sottolineare la sua capacità di trovarsi nel luogo giusto e soprattutto prima dei colleghi e a volte anche della polizia: “ll crimine era la mia miniera d'oro […] talvolta, usavo persino la luce radente, come Rembrant, per non fare vedere troppo sangue. E riuscivo così a rendere lo sguardo rigido di un cadavere più confortevole, come se il poverino stesse facendo un riposino”. Weegge si trovava spesso a dover scattare in luoghi molto bui e perciò utilizzava flash da polvere, grosse lampade o pellicole all’infrarosso. Weegee sintetizzava così la sua “routine” lavorativa: iniziava a mezzanotte “con i guardoni nei dormitori delle infermiere, dall’una alle due gli assalti alle drogherie ancora aperte, dalle due alle tre gli incidenti d’auto e gli incendi. Alle quattro gli ubriachi non ne vogliono sapere di tornare a casa, le vetrine vanno in pezzi e ci scappa il morto. Poi alle cinque, ecco il terrore dell’anima, con l’alba tornano i problemi: è a quest’ora che ci si butta di sotto”. Ma non c’era talento solo nel raccontare la cronaca nera, Weegge era infatti capace di ritrarre la realtà dando valore artistico anche alla cronaca giornaliera e ai banali episodi della vita della gente comune. Come nella celebre foto “Summer, the Lower East Side”, del 1937, in cui il fotografo riesce a comunicare perfettamente l’euforia di un gruppo di bambini della periferia newyorkese che in una calda giornata d’estate giocano con l’acqua di un idrante.
Nel 1938 Weegee era famoso a tal punto che Life ne pubblicò alcuni lavori, cosa che gli permise di acquistare un’auto. Nella Chevrolet il fotografo teneva tutto il necessario al suo lavoro, anche la camera oscura, ma, cosa più importante, vi era istallata una radio ricevente sintonizzata sulle frequenze della polizia, privilegio che nessun collega aveva mai avuto prima e avrebbe avuto in futuro. Dopo vent'anni lungo le strade della città, nel 1947 Weegee si ritirò dal fotogiornalismo. Già qualche anno prima, nel 1941, si era tenuta la sua prima personale al Photo League di new York, dal titolo “Weegee: Murder is My Busines”, e nel 1943 il Museum of Modern Art di New York aveva acquistato cinque sue fotografie da esporre nella sezione permanente “Action Photography”. Nel 1947 si trasferì a Hollywood per seguire come consulente la lavorazione del film “Naked City” e successivamente consigliò Kubrick sulla fotografia del “Dottor Stranamore”.
Con il suo lavoro Weegee ha contribuito ad immortale New York e i suoi abitanti in un momento cruciale della storia americana.

 

Unknown Weegee. Cronache americane
dal 20 giugno al 12 ottobre 2008

Palazzo della Ragione
Piazza Mercanti 1, Milano
Orari: lunedi' 14.30 - 19.30, martedi' - domenica 9.30 - 19.30, giovedi' 9.30 - 22.30.

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