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Pietre Hugo. The Hyena and other Men

08.09.2008 - Giuliana Caprioglio



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Pietre Hugo è stato vincitore del World Press Photo Award 2006 nella categoria portraits, con una foto che ritrae il nigeriano Mallam Gahadima Ahamadu a passeggio con la sua iena Jamis. La serie “The Hyena and Other Men”, fino al 2 novembre in mostra al Foam di Amsterdam, è costituita dai ritratti dei componenti di uno stravagante gruppo di artisti girovaghi che si accompagnano a iene, babbuini e serpenti. Hugo, nato a Johannesburg nel 1976, capelli biondi e occhi azzurri, che certamente non gli consentono di “mimetizzarsi” tra la popolazione africana, riesce con grande abilità a cogliere lo spirito del continente africano e a raccontare storie tanto complesse quanto poco note. Tutto ebbe inizio quando il fotografo rimase incuriosito da una foto pubblicata su un giornale che mostrava un gruppo di uomini che camminavano per le strade di Lagos con una iena al guinzaglio. I giornali nigeriani riferivano che si trattava di una gang composta da rapinatori, guardie del corpo, spacciatori, esattori di debiti; tuttavia molte leggende e dicerie circondavano questi strani individui. Ciò non poteva non attrarre un fotografo come Hugo, uno dei più interessanti osservatori dell’Africa e della sua gente.
Grazie all’aiuto di un reporter nigeriano, Hugo riuscì a rintracciare il gruppo di “Gadawan Kura” così chiamato in lingua Hausa, la cui traduzione corrisponde approssimatamene ad “addestratori di iene”. Per realizzare il suo reportage Hugo si recò due volte in Nigeria, nel 2005 e nel 2007, ed accompagnò per alcune settimane questa insolita compagnia itinerante, la cui attività principale è quella di intrattenere le folle con spettacoli dove prendono parte iene, babbuini e serpenti; una tattica per attrarre il pubblico cui vendere medicine tradizionali.
La bravura del fotografo sta nella sua capacità di aver colto nei suoi scatti la singolare dinamica dell’elemento selvaggio nel contesto urbano, tra l’uomo e l’animale, la tensione tra dominazione e sottomissione, tra modernità e tradizione. Quello degli addestratori di animali è un mestiere antico che in Nigeria si tramanda di generazione in generazione, per cui ogni uomo ha un suo unico animale con cui instaura un esclusivo rapporto: a volte dolce e di amore profondo, a volte crudele e brutale. Hugo ha indagato questi elementi contrastanti, motivo per cui si è concentrato sui ritratti.
Abdullahi Ahmadu aveva quindici anni quando intraprese il mestiere di suo padre, ciò voleva dire che doveva trovare una propria iena e con questa vendere feticci e pozioni di erbe. Il padre insegnò ad Abdullahi a catturare e ad ammaestrare l’animale, ma soprattutto gli tramandò il segreto della “fascinazione”, che permette di sottomettere l’animale e che protegge il domatore dall’essere ferito. Gli addestratori fanno uso di erbe, pozioni, polveri, amuleti e formule magiche per catturare ed ammaestrare gli animali, per proteggersi dall’essere aggrediti e per entrare in sintonia con la loro creatura.
Oggi Abdullahi ha trent’anni, è un esperto addestratore e viaggia per la Nigeria con la sua famiglia allargata, tre iene, due pitoni e quattro babbuini. Secondo Abdullahi questo mestiere è una tradizione esclusiva della sua famiglia, la quale è l’unica ad essere a conoscenza del segreto che permette di catturare e addomesticare la creature selvagge.
Tuttavia questi particolari intrattenitori sono spesso accusati dalla polizia nigeriana di usare gli animali per minacciare la gente ed estorcere soldi, tanto che nel giugno 2004 un giornale nigeriano riportava la notizia secondo cui due membri di una gang che usava una iena e una scimmia per compiere furti, erano rimasti uccisi insieme ai rispettivi animali, in uno scontro a fuoco con la polizia, mentre un poliziotto era stato ricoverato in ospedale ferito dal morso della iena.
Le foto di Hugo mostrano una realtà che sembra irreale: paesaggi desolati e degradati in cui si stagliano personaggi che ricordano un po’ dei cantanti hip hop un po’ degli stregoni. Ma soprattutto a colpire è la percezione del singolare rapporto che ognuno di essi ha con la propria creatura.

FOAM Photography Museum
Keizersgracht 609 – Amsterdam
Dal 5/9/08 al 2/11/08
Orario: 10.00-18.00, giovedì e venerdì 10.00-21.00.
www.foam.nl

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