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L’ombrellone di Nanni Moretti

25.10.2008 - Eva Songini



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Image Hosting by Picoodle.com Il protagonista, un semplice povero attore come ce ne sono tanti, cerca per se stesso il successo sicuro, sa che ha un sogno da realizzare a tutti i costi. Ogni cosa sembra essere collegabile a quel suo unico grande obbiettivo. Così, se il caso ha voluto che l'ombrellone davanti al suo, su quella spiaggia anonima del lido laziale, fosse occupato proprio dal grande genio del cinema italiano, sicuramente vuol dire che c'è un messaggio da ascoltare. Attirare le grazie del regista diventa obbiettivo primario, come se non ci potesse essere niente di più importante, come se quel incontro potesse essere elisir di eterna felicità.

In un veloce alternarsi di domande, possibili risposte e angosciose paranoie, il protagonista, un bravissimo Fabio D'Avino, gioca con la suscettibilità dell'essere umano mettendo il pubblico davanti ad un grosso interrogativo: e se la felicità che cerchiamo fosse solo un falso mito?

Altalenando tra improbabili dialoghi tra Nanni Moretti, Robert De Niro e Benigni e blandi accenni sulla posizione politica del regista, la trama accompagna inevitabilmente ad una più seria analisi della mente umana e delle sue perverse capacità.

Di Nanni Moretti si parla con ironica spensieratezza, rispettosa ma arguta. Il suo "personaggio" viene usato e manipolato, diventa simbolo del mezzo attraverso il quale coronare il sogno di raggiungere il successo e, come tale, sembra a volte perdere le sue caratteristiche umane.

Un lieto ma inaspettato finale premia la perseveranza del protagonista, ma non rende meno profonde le riflessioni suggerite dalla rappresentazione nel suo complesso.

 

Teatro dell'Orologio, Via dei Filippini, 17 a - Roma

telefoni: 06 6875550, 06 68308735

fino al 2 novembre

scritto diretto e interpretato da

FABIO D'AVINO

Aiuto regia: Stefania Parisella

Assistente regia: Gianluca Lombardi

Organizzazione Quintetto d'A.

Prezzo: 10 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

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