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venerdì 29 maggio 2020

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La donna che morì dal ridere

e altre storie incredibili sui misteri della mente umana

08.01.2007 - Carlo Guglielmo Vitale



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Il dott. Ramachandran è uno dei massimi rappresentanti delle neuroscienze: è nato in India ma dopo essersi laureato in Gran Bretagna si è trasferito in California. Oggi lavora presso l’Università di San Diego dove dirige il “Centre for Brain and Cognition” e insegna presso il Dipartimento di psicologia e neuroscienze. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e ha pubblicato decine di articoli scientifici. Questo libro, nonostante tratti di neuroscienza, è estremamente divulgativo e piacevole nella lettura e ci offre un buon assaggio della materia. Attraverso casi clinici molto rari, strani e al tempo stesso affascinanti, Ramachandran ci mostra uno spaccato delle conoscenze attuali tentando, laddove ancora si conosce poco, di spiegare con plausibili supposizioni certi meccanismi cerebrali. Ecco dunque un giovane che in seguito a un incidente d’auto credeva che i suoi genitori fossero stati sostituiti da altri che gli assomigliassero, non cattivi, ma non erano loro, egli non li “sentiva” come suoi genitori.

Li vedeva uguali ma “sapeva” che non erano loro poiché non “provava” ciò che avrebbe dovuto, non sentiva la loro emozione. Immaginatevi lo stato dei poveri genitori. In un altro caso clinico descritto, una donna ignorava tutto ciò che compariva sul suo lato sinistro: si truccava mezzo volto, mangiava solo la parte destra del piatto… Ancora, persone che pur non avendo un braccio sentivano che c’era ancora e gli procurava fastidio o dolore: come grattarsi ciò che è invisibile? Questa problematica viene denominata “arti fantasma” ed è relativamente diffusa in amputati. Il dottor Ramachandran è riuscito in parte nel suo scopo di risolvere il problema: con lo stratagemma di uno specchio è riuscito, almeno temporaneamente, a “ingannare” il cervello. Questi pazienti non sono pazzi, tutt’altro. Anche coloro che non sono coscienti della loro situazione, sono perfettamente lucidi e capaci nelle loro altre funzioni non legate all’area cerebrale colpita. Vorrei esporvi tutti i diversi casi che l’autore spiega brillantemente, ma sarebbe impossibile: se questi casi che vi ho descritto hanno stuzzicato la vostra curiosità/interesse allora il libro fa per voi. Naturalmente tutti i casi descritti non sono tenui e se da una parte sono affascinanti e interessanti, d’altra parte creano gravissimi problemi alle persone colpite. Il pregio della lettura del libro è quello di mostrarci come ogni nostra minima azione, pensiero o gesto dipenda dal cervello; ci induce a riflettere sui difetti e sui pregi delle persone, ci porta a esaltare anche il più piccolo gesto e a non sottovalutare le cose più banali, quotidiane che ci appaiono scontate. Ci sono persone che non hanno tutte le nostre possibilità e che per fortuna (o per sfortuna) non ne sono nemmeno coscienti.

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