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lunedì 25 maggio 2020

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Kiva.org: il social-network veramente “sociale”

Kiva.org è il primo sito al mondo per il microcredito che permette a chiunque di investire in un’attività imprenditoriale in un paese in via di sviluppo

25.10.2008 - Giuliana Caprioglio



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L' "infomania" affligge un numero enorme di persone, vere e proprie stacanoviste delle comunicazione grazie a programmi come Msn, Myspace e soprattutto Facebook. Fotografie, informazioni, dati personali, abitudini di chiunque possono trovare pubblicazione sul web. Così per la prima volta, secondo un'indagine sul traffico sulla rete statunitense, riportata dal Corriere della Sera di qualche tempo fa, al primo posto delle ricerche dei ragazzi americani tra i 18 e i 24 anni non ci sono più i siti pornografici ma i portali di social-networking.

Tuttavia esiste un social-network veramente "sociale", dal punto di vista sia della funzione che degli obiettivi. Si tratta di Kiva.org , il cui scopo è di mettere in contatto persone di differenti continenti, ricchi e poveri, al fine di migliorare le condizioni di vita degli abitanti delle aree povere del mondo. Kiva.org è il primo sito al mondo per il micro-credito che permette a chiunque di investire in una attività imprenditoriale in un paese in via di sviluppo. Sul sito sono pubblicate le storie dei piccoli imprenditori in cerca di prestiti per realizzare, ampliare e migliorare le loro attività e quindi le condizioni di vita proprie, delle loro famiglie e della comunità.

Kiva lavora con le istituzioni e le organizzazioni specializzate nel microcredito, perciò offre il suo spazio sul web a capaci piccoli lavoratori dei paesi poveri. Così grazie a Kiva i suoi partner possono pubblicare questi profili e cercare, attraverso Internet, finanziatori da qualsiasi parte del mondo. Kiva s'impegna nel rendere il più trasparente possibile il sistema; pertanto durante tutto il periodo del prestito l'investitore è costantemente informato sull'andamento dell'attività. Infine il finanziatore, una volta avuta indietro la somma, può decidere se rinvestire i soldi in un altro progetto. Com'è facilmente immaginabile, somme di denaro che per gli abitanti dei paesi ricchi possono essere ridicole, sono invece prestiti decisivi per questi lavoratori.

Tra coloro che chiedono un prestito per le proprie attività, moltissime sono le donne. Come Millan Joseph di Dar es Salaam, Tanzania, la quale è single ed è proprietaria dal 2007 di un salone di bellezza. Millan lavora tutti i giorni dalle 8 del mattino alle 21 della sera. Ha già usufruito di un prestito, restituito in tempo, che ha utilizzato per comprare un asciugacapelli. Ora ha bisogno di un nuovo investimento per acquistare nuovi prodotti e articoli femminili da vendere. Millan dividerà i soldi ricevuti con un gruppo di sei donne che producono scarpe, vestiti ed altri prodotti. Il prestito collettivo rappresenta una formula innovativa nel microcredito che garantisce ottimi risultati e che rende ogni membro del gruppo responsabile per gli altri del buon uso e della restituzione del denaro; inoltre in questo modo le istituzioni che si occupano di microcredito possono concedere prestiti di piccolo ammontare, ma più numerosi, anche a coloro che sono poverissimi.

Il primo ad incoraggiare le donne delle fasce povere della popolazione mondiale ad intraprendere attività economiche è stato proprio Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006, l'inventore del microcredito. Il sistema creato da Yunus ha sottratto dalle grinfie degli usurai milioni di poveri e soprattutto milioni di donne, cui spesso le banche istituzionali non concedono prestiti. Con le donne il programma ha dato ottimi risultati, più che con gli uomini, forse perché esse sono dotate di maggiore prudenza e buon senso nella gestione dei soldi e occupandosi dei figli sono naturalmente portate a pensare al futuro.

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