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Fumetti: Noritaka

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26.01.2009 - Alessandro Pangallo



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Image Hosting by Picoodle.com Correva l'anno 1998, i manga giapponesi, pur non essendo divenuti ancora il fenomeno di massa che sarebbero giunti ad essere di lì a breve, avevano già creato una loro nicchia di fedeli appassionati. Si trattava di un periodo relativamente florido per l'industria del fumetto in Italia, che permise, accanto ai colossi come la Panini o la Star Comics, la nascita di tante piccole case di distribuzione, che per lo più speculavano sulle fiere del fumetto (come l'Expocartoon o il Lucca Comics), ma che, non potendo puntare su fumetti i cui diritti d'autore erano troppo costosi, andavano poi a scommettere su prodotti di nicchia. E' stato questo il caso della Comic Art, una piccola casa editrice che ebbe il merito di portare per prima in Italia la serie del Detective Conan (in seguito divenuta famosa grazie alla trasmissione dell'anime su Italia 1) e soprattutto questo Noritaka di cui ci accingiamo a parlare.

Io detesto i deboli

Noritaka Sawamura è il tipico studente sfigato giapponese. Per nulla atletico, ignorato dalle ragazze, chiamato da tutti "cacca-man", un bel giorno si innamora della bella (e giunonica) Miky Nakayama. Tuttavia, Nakayama, che dapprima si era dimostrata carina e disponibile nei suoi confronti, rifiuta le avances di Sawamura per un motivo ben preciso: odia i deboli. Noritaka deciderà di iscriversi al disastratissimo club di shudo della sua scuola, e a causa una serie di eventi fortuiti si ritroverà a essere considerato il ragazzo più forte della sua scuola e forse addirittura del Giappone. Sotto la guida del coach Maruyama, infatti, il ragazzo sconfiggerà pugili, karateki, esperti di arti marziali e lottatori provenienti dalla Russia e dagli Stati Uniti. Quale sarà il trucco della forza di Sawamura?

Inner strenght

La struttura di Noritaka era fissa che più fissa non si può: ogni volta, il ragazzo si trovava a dover fare i conti contro qualche lottatore fortissimo a causa di qualche evento casuale (la maggior parte delle volte, per proteggere Nakayama), dopo di che veniva allenato dal suo coach con metodi stranissimi. Quando si arrivava all'incontro, la curiosità più grande nasceva dal capire quale utilità nel combattimento avrebbero avuto degli allenamenti tanto bizzarri. Per rendere l'idea, Sawamura, per combattere contro un gigantesco lottatore di sumo, si ritrova a fare la cameriera in un gay bar. Motivo? Palpare i clienti gli permette di conoscere i punti di pressione del corpo umano, camminare con i tacchi gli rafforza i muscoli interni delle cosce permettendogli una poderosa spinta laterale (che gli permette di sopravvivere alla maggiore spinta frontale del suo avversario), mantenere il sorriso sul lavoro renderà le sue strategie illeggibili. Inutile dire che il pachidermico sumoka cadrà sotto i colpi del piccolo giapponese.

Adrianaaaaa!!

Gli autori di Noritaka hanno attinto a piene mani dal repertorio cinematografico e fumettistico. Più di una volta Sawamura si rialza all'ultimo secondo pensando alla sua amata Nakayama, riferendosi a lei come l'Adriana di Rocky. Ma in realtà ogni pagina di Noritaka trasuda della cultura popolare giapponese, sia quella legata ai miti e alle leggende nipponiche, sia quella più "pop": gli avversari di Sawamura ricordano atleti come Myke Tyson, Bruce Lee o Akebono, e Noritaka per contrastarli si ispira ora al T-1000 di Terminator, ora a Michael Jordan (imitandone la tecnica di "camminare sull'aria" per sferrare delle temibili serie di ginocchiate), ora al teatro Kabuki (portando in scena durante un combattimento una perfetta riproduzione della danza della guerra). Tutto molto divertente, ma al contempo piuttosto affascinante per coloro che amano la lontana cultura giapponese.

Ma come finisce!?!?!?

Incredibile a dirsi, i lettori italiani non hanno mai avuto il piacere di leggere la fine di Noritaka. Questo perché la Comic Art, che evidentemente non riusciva a rientrare dei costi di distribuzione, chiuse prima di pubblicare gli ultimi tre numeri. E' poco utile per i fan rivolgersi a internet: il nome e il cognome del protagonista suonano come un italico "Marco Rossi", troppo generici per produrre risultati. Inoltre, fuori dal Giappone Noritaka ha riscosso un buon successo solamente in Francia (dove era pubblicato dalla stessa casa editrice di Dragonball). In Italia ha avuto la sua piccola schiera di fan, ma non è difficile vedere oggi alle fiere del fumetto dei venditori che offrono a prezzi stracciati l'intera serie. Proprio per questo vale la pena parlare di questo manga: Noritaka è un prodotto divertente, privo di quell'effetto cool di altre serie più blasonate ma meritevole di una lettura, se non altro per la sua verve comica. Un capolavoro minore dei fumetti a tema sportivo, ma pur sempre un capolavoro, anche se, purtroppo per noi, incompiuto per cause di forza maggiore!         

 

 

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