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Filippo de Pisis: poeta e pittore

17.02.2009 - Angela Di Matteo



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Image Hosting by Picoodle.com  Iniziato dal maestro Odoardo Domenichini, Filippo Tibertelli - in arte Filippo De Pisis - si incammina sulla via della pittura. Già poeta, l'artista ferrarese intraprende viaggi sia in Italia che in Europa, e molto delle città da lui visitate è possibile ritrovarlo nelle sue tele.

A Bologna, dove si reca per frequentare la Facoltà di Lettere, inizia a inserirsi nel dibattito culturale della sua città pubblicando i Canti della Croara nel 1916, lo stesso anno in cui incontra De Chirico, Savinio e Carrà, militari a Ferrara: un sodalizio che avrà influenze decisive nella sua formazione pittorica.

Paesaggi, nature morte, frutti, fiori, animali e uomini sono tratteggiati sulle sue tele con pennellate vibranti, luminose, fragili in apparenza ma dure in realtà come il fil di ferro. È così per tutto il quindicennio trascorso a Parigi, e poi anche in Italia, a Milano e Venezia, dove risiede principalmente a partire dal 1939. Vengono, infine, gli anni di Villa Fiorita. Anni di sofferenze che si riflettono nelle opere di quel tempo estremo della sua arte, ma che non gli impediscono di prosciugare la sua "vena pittorica", costruendo una sintassi figurativa ridotta all'essenziale, capace di esiti all'altezza di quanto di più grande e di più moderno andava avvenendo in pittura, in Italia e fuori.

Di particolare interesse artistico sono le vedute veneziane, londinesi e parigine, vedute che, con tratti veloci e decisi, disegnano i contorni di città immortali. "Pittura a zampa di mosca" dice Montale. Sebbene definizione originalissima, forse trovarne una  migliore sarebbe impossibile.

In tutti gli anni delle sua vita artistica, tra viaggi, amicizie, tele e calamaio, pittura e poesia vanno di pari passo. Come i suoi scritti evocano linee, contorni, immagini, allo stesso modo i suoi quadri sono pervasi da un forte sentimento poetico.

Gli anni parigini sono particolarmente importanti per De Pisis: trasferitosi a Parigi nel 1925, studia i grandi ottocentisti francesi e i contemporanei, raggiungendo finalmente la padronanza dei suoi mezzi.

Il suo pennello diventa infatti una sorta di sismografo capace di registrare con inimitabile immediatezza ciò che accade nell'attimo dell'incontro-scontro tra la sensibilità dell'artista e l'emozione che gli procurano le cose, anche le più umili: una semplice penna d'oca a terra nel mezzo di una strada, o una conchiglia abbandonata su una spiaggia.

Per chi voglia ammirare una collezione di nicchia, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara offre più di cento opere di questo grande pittore.

 

Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

Palazzo Massari - Ferrara

Corso Porta Mare, 9

Tel. 0532 244949   

www.artecultura.fe.it

Orario:

9.00-13.00/15.00-18.00 - Chiuso lunedì

Ingresso:

intero euro 3,00

Gratuito: fino a 18 anni 

 

 

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