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La croce Honninfjord

17.02.2009 - Michela Monferrini



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Image Hosting by Picoodle.com  Romanzo d'esordio d'uno scrittore ventitreenne (già finalista al Premio Calvino nel 2006 e autore di testi per il teatro), La croce Honninfjord colpisce per l'abilità dell'autore nel presentare una serie di fatti, storie, personaggi e poi, pian piano, dipanare uno a uno i diversi fili mostrando come, in realtà, facessero parte d'uno stesso gomitolo.

Nell'anno 883, il monaco benedettino Nicolas da Tournai viene assassinato sulla strada per Askert mentre tenta di portare a destinazione una pergamena che raccoglierà il suo amico Hoisbald, destinato a cambiare per sempre le sorti della musica, introducendo nel canto gregoriano il coro polifonico e sfidando, così, il precetto per cui se la voce di Dio è unica, allora la musica dev'essere monodica. E la musica, in effetti, in questo romanzo che ha il tipico ritmo - e in parte la forma - dei vari "codici", sembra essere l'assoluta protagonista, soprattutto quando si arriva a raccontare la storia di Edvard von Honninfjord-Dervinskij, compositore partigiano che, in un paesino occupato dai nazisti, ha il compito di far saltare in aria un traghetto di civili in partenza dal porto di Tilbake, nel nord della Norvegia; o quando, nel 1970, si presenta di fronte a Bjorn Korning, custode dell'Archivio musicale di Ingenting, una sensuale ragazza, Marie, che sostiene di essere la figlia di Honnifjord-Dervinskij ed è sulle tracce d'un documento che lo attesti.

Inizia allora una delle sezioni migliori del libro, la ricerca d'un Requiem (di cui però nessuno ha mai sentito parlare) all'interno dell'Archivio, che è in realtà un luogo "cinematografico", buio, umido, enorme, dotato di passaggi segreti e vasti laghi, ma è soprattutto il luogo in cui, accendendo un fiammifero, si rischia di dare alle fiamme l'intera storia della musica.

Poi, e continuamente, la storia si ferma per ripartire da altri periodi, da altri luoghi: dagli Stati Uniti del 1988, per esempio, quando una trasmissione radiofonica viene interrotta dalla telefonata di un'ascoltatrice che è in grado di rivelare un segreto legato agli anni della seconda guerra mondiale e alla misteriosa sparizione, in Norvegia, d'un gruppo di bambini. Un segreto legato anche allo stesso Archivio, dove, anni prima, Bjorn e Marie hanno scoperto ciuffi di capelli accanto ad alti cumuli di cenere.

Quello che resta, alla fine d'un romanzo che, come dice il risvolto di copertina, è romanzo storico, ma anche mistery musicale d'una certa complessità e storia d'amore (nonché storia della follia che si può impadronire di chi perde, irrimediabilmente, l'amore), è una riflessione sull'orrore della violenza, identico nell'avvicendarsi delle stagioni e dei luoghi, e la mappa geografica di questo romanzo è davvero ampia e una linea sottile può unire l'omicidio d'un uomo accusato d'eresia prima dell'anno Mille ai crimini di guerra nazisti.

 

La croce Honninfjord di Giovanni Montanaro

Marsilio, 2007

pp. 279

euro 16.50

 

 

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