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martedì 31 marzo 2020

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Amleto

È in scena al Teatro Eliseo di Roma, fino al 5 Aprile, una delle tragedie più note e interpretate di Shakespeare.

26.03.2009 - Daniele Maurizi



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Image Hosting by Picoodle.com  Shakespeare può davvero essere considerato un nostro contemporaneo. La sua tragedia "regina", quella di Amleto, non mostra i segni del tempo e i quattro secoli che ci separano dalla rappresentazione originaria non sono assolutamente percepibili. Il dramma esistenziale dell'uomo è atavico ed è rimasto lo stesso. Il sentimento di vendetta, su cui si impernia l'intera vicenda, costituisce solo l'incipit attorno al quale si dipana l'intreccio del protagonista, il principe di Danimarca, alle prese con la difficoltà di essere un uomo e di realizzarne pienamente la natura.

L'opzione dell'"essere o non essere" costituisce la più sincera sintesi del relativismo umano e dell'opportunità che, almeno nelle intenzioni, ad ognuno è dato di costruirsi la propria esistenza ed il proprio destino. La comprensione di sé stessi, del contesto in cui si è inseriti e il passaggio verso l'azione, coerente o meno con il proprio essere costituiscono i passaggi fondamentali che fanno dell'uomo una persona felice o tormentata, realizzata o repressa. Anche se può sembrare un'impresa titanica e la tentazione di farsi cullare dagli eventi potrebbe dare solo l'illusione di un'imperdonabile tranquillità, vale sempre la pena affrontare i paradossi tra il pensiero, la passione e l'azione.

Durante gli atti shakespeariani si viene catapultati proprio in questa difficoltà, propria di ognuno, la quale si manifesta in ogni scena. Assume importanza fondamentale il tempo, che diventa la materia in cui è dato di muoversi, ognuno con la propria interpretazione. Il tempo di crescere, quello di prendere una decisione, quello di elaborare un lutto. Nell'epoca attuale, in cui il linguaggio pubblico è volgare, superficiale e deformante, siamo richiamati a riassumere la condizione di lucidità dal delirio imposto. La strada per farlo passa per il recupero delle proprie emozioni e il dilemma amletico costituisce la perfetta metafora dell'ondivago atteggiamento animistico sul piano inclinato della vita.

La rappresentazione offerta al pubblico è frutto di un apprezzabile lavoro di traduzione che nella sostanza appare abbastanza riconducibile allo script originale. Tuttavia, le quasi quattro ore lungo le quali si svolge la tragedia non scorrono velocemente. La rappresentazione appare abbastanza lineare e forse si sarebbe dovuto fare un lieve sforzo ulteriore per dare esplicito colore ai sentimenti espressi, anche con l'aiuto di una musica un po' più di ruolo e non di mero intercalare. Anche l'interpretazione vocale avrebbe dovuto essere meno "urlata" e un po' più caratterizzante. Altrettanto non si può dire per la gestualità, che invece è sempre appropriata, persino intensa, specialmente nei monologhi. Suppliscono alle precedenti imperfezioni i costumi e le nudità degli interpreti, che sembrano cuciti addosso all'anima dei personaggi, piuttosto che alla fisicità o al contesto locale della rappresentazione. Da non trascurare il sapiente gioco di luci ed ombre, che pur nella loro essenzialità hanno saputo rendere l'idea degli intensi contrasti, aiutando lo spettatore nell'immedesimazione.

Nel complesso il lavoro è ben condotto e ancora una volta l'Amleto si dimostra un'opera dalle mille sfaccettature, di difficile interpretazione e adatta ad un cast maturo, di attori in grado di sostenere la responsabilità di lunghi momenti di silenzio e di oscurità.  

 

titolo: Amleto

di: William Shakespeare

traduzione: Alessandro Serpieri

regia, scene e costumi: Pietro Carriglio

musiche: Matteo D'Amico

cast essenziale: Luca Lazzareschi, Nello Mascia, Galatea Ranzi, Luciano Roman

produzione: "Teatro Biondo Stabile" di Palermo, in collaborazione con "Teatro Stabile" di Catania

 

Teatro Eliseo

Via Nazionale, 183 - Roma

www.teatroeliseo.it

botteghino tel.: 06 4882114 | 06 48872222

biglietti da 11 a 30 euro (per le promozioni consultare il sito)

fino al 5 aprile 2009

 

 

 

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