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giovedì 06 agosto 2020

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La somma dei giorni

Uno dopo l’altro, i ricordi e la vita

28.01.2008 - Eva Songini



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Ormai da venticinque anni, l'8 gennaio di ogni anno, Isabel Allende si cerca uno spazio silenzioso in cui chiudersi in se stessa, e da vita a un nuovo romanzo. Rispettando la tradizione, l'ha fatto anche questo ultimo 8 gennaio. La scrittrice ci racconta di aver ricevuto una telefonata dalla sua editrice prima di riuscire a scrivere una sola frase. "Scrivi delle memorie, Isabel" "L'ho già fatto ricordi?" "Si, ma sono passati tredici anni".

Isabel Allende non è il tipo di persona che si lascia consigliare sul tema di un libro.

Devono esserci motivazioni più profonde. L'ansia dello scorrere del tempo o il bisogno di lasciare un segno della propria vita, una necessità non indifferente per chi, come lei, vive in esilio negli Stati Uniti. O ancora, la necessità di sentire vicino lo spirito di Paula, la figlia che si è spenta nel 1992 a soli 28 anni. E' a lei che è indirizzata questa lunga lettera di 314 pagine in 69 capitoli: "La somma dei giorni".

I giorni a cui si riferisce il titolo partono da quando la famiglia della scrittrice si è riunita per spargere in un bosco le ceneri di Paula.

Il filone portante del romanzo è legato alla famiglia, il grande e variegato clan che la Allende ha faticosamente riunito intorno a se in California, dove è andata a vivere dopo il golpe di Pinochet in Cile nel 1973; quando venne deposto e assassinato l'allora presidente del paese Salvador Allende, zio della scrittrice. È facile immaginare come il suo nome fosse diventato improvvisamente scomodo, pericoloso, come e perché la donna fu costretta a spezzare le sue radici per un destino che le ha riservato una vita instabile.

Isabel Allende ha voluto combatterlo, e nel romanzo parla del marito, dei suoi figli e nipoti, delle sue splendide amicizie. Ma soprattutto è l'osservazione e la descrizione di se stessa.

L'ultimo romanzo è stato scritto con il registro colloquiale e la semplicità che caratterizzano i romanzi di Isabel a partire dal suo primo lavoro "La casa degli spiriti" del 1983. Un linguaggio che coinvolge i lettori, tanto che quando si chiude il romanzo ci si sente parte della famiglia Allende. La caratterizzazione dei personaggi porta in vita gli amici e gli affetti di una donna la cui sensibilità è in grado di cogliere anche le minime sfumature.

Per chi si accosta alla lettura di questo splendido romanzo il mondo si popola di nuovi personaggi a cui ci si affeziona, soprattutto quando ci si rende conto che esistono veramente, da qualche parte nel mondo; tutto l'universo fiabesco, delicato e allo stesso tempo struggente, di questa grande donna dei nostri tempi, fa capolino in queste pagine, per una lettura che segna e sveglia i nostri sensi di fronte alla meraviglia del mondo.

 

 

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