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sabato 30 maggio 2020

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Il viaggio dell’anima nell’altrove

Fino al 12 aprile 2009

08.04.2009 - Irene Roberti Vittory



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Il titolo della mostra pone già due problematiche: esiste l'anima? Esiste un "altrove"? E da qui: cos'è l'anima, di cosa è fatta? E questo altrove è un luogo o un non-luogo? Domande senza risposte razionalmente accettabili, cui l'arte cerca risposte in visioni interiori. Numerosi sono gli artisti intervenuti alla rassegna presentata al Caffè Letterario di via Ostiense: Nadia Larosa, Andrea Masini, Park Youn-Hee, Maria Rita Ridolfi, Emanuela Simoncini, Paola Valori, Elisabetta Accoto, Stefano Compagnone, Terzo Taddei, Gianluigi Contesini, Aida Racalbuto, Marco Serri, Giulia Infante, Giovanni Ignazzi, Maria Gerardi e Patrizia Fergnani. Sarebbe stato ingiusto non citarli tutti perché ognuno ha lasciato una scia nel percorso che si snoda attraverso molteplici mondi, dalla materialità all'astrazione, all'immaginazione interiore. La materialità è quella di manichini in cui è incarnata una realtà statica, nel quale l'anima si trova intrappolata; è lì, invisibile, nascosta dietro degli atteggiamenti reiterati e convenzionali, dietro espressioni fisse che il mondo ama definire e giudicare. Ma l'anima va "altrove", è lontana dalle convenzioni e dall'immobilità, da quel permanere delle idee e dei pregiudizi. È nel fluire del tempo e dello spazio. I manichini sono svuotati dell'anima, immersi come sono in atmosfere che ricordano una prigione, quella interiore. Le catene non si vedono, il carcere potrebbe avere la forma di un paese devastato, di un palazzo in cui ci si dirige tutti i giorni, di una relazione d'amore o d'amicizia. Difficile dare sfogo alla propria personalità quando si è trattenuti da una rete frettolosa di maschere mantenute per scarso coraggio o imperturbabile senso del dovere. Ma l'arte, come diceva Virginia Woolf, deve cercare sempre la rappresentazione della verità, che coincide con la libertà di pensiero e di espressione. E allora l'anima non sarà un fantasmino che, per qualcuno, abita nel cuore o, per altri, nel cervello. Sarà il volto nascosto e indecifrabile dell'artista: una fotografia, una scultura, un dipinto. La materia è il supporto su cui viaggia un'anima dal volto informe, dalla cui sostanza emerge ora un sorriso, ora la contemplazione di un "altrove".

"Lascio che le cose mi portino altrove, applico alla vita i puntini di sospensione...svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose, dalle posizioni..." : nessun aforisma celebre, soltanto una frase di una canzone che aiuta a calarsi nel clima "sospensivo" di qualcosa che c'è ma non si vede, che è altro dalla realtà ma che della realtà si nutre; che sfugge alle regole ma che detta le scelte e le emozioni. Altrove, da nessuna parte o, forse, ovunque.

 

"Il viaggio dell'anima nell'altrove"

Dal 3 al 12 Aprile - Caffè Letterario (via Ostiense 83)

Ingresso libero

www.caffeletterarioroma.it   

 

 

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