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sabato 28 marzo 2020

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Castelli animati: a Genzano la tredicesima edizione

A Genzano si è discusso del futuro del cartone italiano, con un occhio al rapporto tra passato e presente

11.01.2009 - Michela Monferrini



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Il primo cartone animato, Fantôche, e l'uscita di un capolavoro del genere d'animazione, Wall-E, il passato e il presente dell'animazione: quest'anno non poteva che essere proprio questo, passato/presente, il tema della XIII edizione di Castelli animati, il Festival Internazionale del Cinema d'Animazione, tenutosi a Genzano nel novembre scorso. Assieme ai «padri» (Castrovillari, Cingoli, Di Girolamo, Gibba, Passacantando) e ai nuovi talenti del cartone italiano e mondiale, ci si è interrogati su questi primi cento anni, da un lato ricordando il lungo periodo buio dell'animazione italiana, dall'altro festeggiando i recenti successi della stessa, fenomeno-Bratz su tutti.
Tuttavia, per quanto se ne possa parlare, ciò che è cambiato dall'epoca di Fantôche a quella di Wall-E, è soprattutto, e come per qualsiasi altro settore, la tecnologia. Il primo ha dietro di sé soltanto i dimenticati esperimenti d'animazione, fine Ottocento, di tale Arthur Melbourne-Cooper; il secondo nasce dopo un lunghissimo processo di consolidamento di tecniche di animazione e supera l'animazione stessa ispirandosi alla tecnologia robotica reale.
Ma in cento anni a cambiare non è, e non può essere, soltanto la grafica: le vicende di Fantôche sono solo movimento, animazione fine a sé stessa, prive d'intreccio narrativo. Wall-E ha invece la possibilità di attingere ad un secolo in più di letteratura, di musica, di vita, nonché al primo secolo (più qualche anno) di cinema d'animazione e non. A questo proposito, sono stati realizzati anche diversi lungometraggi in tecnica mista, e sempre si è avuta l'impressione che gli episodi animati dessero una marcia in più alla storia, da Pomi d'ottone e manici di scopa a Come d'incanto. Wall-E supera tutto questo: le scene sono girate come se esistesse una macchina da presa (con zoomate, attimi di sfocatura e tutto il resto); le voci non hanno doppiato immagini già create, ma le une e le altre sono nate insieme, scena dopo scena; i personaggi non hanno connotati antropomorfi, come tradizione avrebbe voluto: hanno tic, debolezze e imperfezioni personali, ma a vederli immobili, spenti, sono semplicemente oggetti. Anche per simili scelte si fa sempre meno convincente la credenza popolare secondo la quale il cartone animato sarebbe materia per bambini, tesi che ha ribadito, proprio a Genzano, Signe Baumane, autrice di una serie di cortometraggi dall'eloquente titolo «Teat beat of sex», addirittura vietata al pubblico «sotto i 38 anni», come è scritto scherzosamente sul sito. La Baumane, scrittrice e disegnatrice lettone, ha vinto numerosi premi per lungometraggi tratti dalle sue storie e dal 2007 realizza episodi brevi che hanno per protagonista Cynthia, una stravagante ragazza che possiede un ampio bagaglio di esperienze sessuali e può così smitizzare una serie di luoghi comuni sul sesso e l'universo femminile. Castelli animati ha omaggiato l'autrice riproponendo le tappe più significative della sua carriera.
Allora, tornando alla nostra domanda iniziale, se Fantôche è pura fantasia, Wall-E tecnologia e genio, e Cynthia spregiudicato divertissement: è proprio impossibile ipotizzare, per loro, un luogo in cui possano coabitare?
In realtà questo luogo esiste già, ed è ancora una volta spazio creato, fornito, dalla tecnologia. Su YouTube, infatti, si può passare in pochi secondi dalle vicende di Fantasmagorie a quelle dei nostri due contemporanei.
Peccato che YouTube catturi filmati e li inquadri, semplicemente. Sarebbe curioso assistere ad un incontro tra i nostri tre: una volta stabilito un linguaggio comune, il loro racconto somiglierebbe alla storia del film d'animazione.

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