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lunedì 06 luglio 2020

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Un thè con le farfalle

Fino al 23 maggio 2009

21.05.2009 - Luigia Bersani



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  Nel cuore di Villa Borghese, giusto accanto a quella che era un tempo la dimora del Cardinale Scipione Borghese e che ospita oggi l'omonima Galleria, si è verificata da qualche tempo una quanto mai  improbabile ed imprevedibile sovrapposizione di tempi e di luoghi, lontani tra di loro quattro secoli e migliaia di chilometri.  Nel Casino dell'Uccelliera, piccolo e prezioso spazio barocco, i ricercati disegni architettonici, le decorazioni e le scene di natura degli affreschi delle pareti racchiudono ora uno spazio non più abitato, come un tempo, da dignitari, cortigiani o "villeggianti", o, come  oggi, da esperti di arte, turisti e custodi, ma un piccolo volume di foresta tropicale, con piante rigogliose dalle grandi foglie intensamente verdeggianti, infiorescenze colorate, orchidee... Ci si trova immersi in un'atmosfera che non è la nostra, in uno spazio caldo ed umido, denso di vapore d'acqua che quasi si percepisce nel sottile velo di nebbia che sembra riempire la piccola sala.  Tra le piante, non subito ben visibili all'occhio del visitatore appena entrato ma a poco a poco sempre più  distinte nel loro numero, nei loro colori, nelle loro per noi inconsuete dimensioni, farfalle, un grande numero di farfalle, che aleggiano silenziose, si posano sulle foglie, sui fiori, sulle pareti, sulle travature metalliche.  Farfalle grandi, molto più grandi di quelle che siamo abituati ad incontrare nei nostri campi e nelle nostre montagne, con disegni convoluti, colori brillanti, intensi, ali frastagliate, lunghe antenne esploratrici.  Le riconosciamo come farfalle dei climi tropicali, ma apprendiamo che sono invece nate qui, allevate nelle piccole cassette di plastica in cui ancora vediamo appese, in quella naturale fase di apparente quiescenza ma di invece intensa e frenetica metamorfosi, le crisalidi di farfalle che proprio ora stanno lasciando il loro involucro, con le ali ancora umide ed inespanse ma che in pochi minuti si estenderanno fino a rendere subito la nuova nata in grado di unirsi alle congeneri già in volo nella sala. Ritornano in mente nomi latini, Papilio, Morpho, Parnassius..., di linneiana memoria, in cui la tassonomia si univa alla mitologia e l'arte delle forme e dei colori espressa nelle ali delle farfalle veniva associata alla bellezza od al valore simbolico di figure di antichi miti.  L'eleganza delle forme e dei colori è sottolineata dalla possibilità della loro osservazione ravvicinata, perchè le farfalle non sfuggono, si posano vicine sulle foglie e sui muri, rimangono ferme ad essere guardate, ammirate, fotografate. Una familiarità quasi innaturale, forse in parte dovuta alla nascita in cattività, ma che aggiunge un ulteriore tratto di irrealtà ad una situazione già di per sé assolutamente al di fuori degli schemi delle esperienze ordinarie.  Le farfalle sono dovunque, non solo sulle piante; sono sui muri, dove è difficile distinguerle dalle figure affrescate di altre piante e di uccelli che sembrano volerle catturare, in una incredibile sovrapposizione di spazi e di piani in cui sembra impossibile che le farfalle non sfuggano davanti ai loro imminenti predatori; sono sulle travature di metallo della sala, in una improbabile commistione di naturale e di tecnico, in una contrapposizione tra il freddo del metallo ed il calore vitale emanato dalle ali in lento movimento.
E mentre ci sia aggira stupiti nella piccola sala, si fa a poco a poco più chiaro un contrasto nettissimo. Le farfalle volano, si posano, ripartono, in un silenzio assoluto. Forse nessun movimento animale è silenzioso come il volo di una farfalla; nessun altro insetto, nessun uccello, nessun mammifero vola senza produrre alcun suono, neppure il più impercettibile rumore, come invece avviene nel volo delle farfalle, che sembrano muoversi e planare senza neppure spostare l'aria che attraversano. Ma qui le farfalle vivono e volano, invece, in un ambiente pervaso di voci, voci di visitatori, di bambini, di genitori che indicano e spiegano, di guide che danno informazioni scientifiche...; un brusio umano che fa da sfondo e da contrappunto, e nello stesso tempo fortemente sottolinea il profondo silenzio delle vere protagoniste della situazione.
In un angolo, un ricordo di un'antica alleanza tra l'uomo e le farfalle, un grande cesto pieno di bozzoli del baco da seta, un piccolo telaio in cui il filo viene disteso ed arrotolato, un oggetto insieme antico e moderno, esotico e nostrano.
Ma si è ai tropici e l'offerta del tè, "Un tè con le farfalle", avviene in un angolo coloniale, con sedie di vimini e zanzariere che a loro volta racchiudono ancora altre farfalle.
La visita è stata una breve immersione in un clima ed in un luogo lontani, abitati da ospiti che ne sono in realtà i veri padroni di casa, clima, luogo ed ospiti a loro volta racchiusi, quasi incapsulati, in uno spazio architettonico antico, che nella sua stridente diversità paradossalmente accoglie un angolo di altro mondo.
Uscendo dal padiglione, ci si ritrova di colpo in una sola dimensione, il tepore del sole è quello del maggio romano, i fiori sono quelli delle aiuole di Villa Borghese, la piccola farfalla bianca che vi vola sopra è una di quelle che tutti i giorni vediamo nei nostri giardini, nei nostri campi, nelle nostre montagne...

Un Thè con le Farfalle
Dal 9 aprile al 23 maggio 2009
Ore 9.30-19.00
Viale dell'Uccelliera
Presso l'Uccelliera di Villa Borghese
Contatti:  tel. 060608, cell. 334 9220923
ingresso € 7,00, ridotto € 5,00
Il biglietto ridotto è valido per i bambini fino a 10 anni e per gli adulti oltre i 60 anni








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