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lunedì 25 maggio 2020

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Giacometti, Balthus, Skira, les années Labyrinthe ( 1944-1946)

Fino al 5 luglio 2009

04.07.2009 - Luigia Bersani



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Se è vero che la stampa ai giorni nostri, in Paesi più o meno democratici, è  considerata come "il cane da guardia" della democrazia, è vero altresì che in alcuni periodi storici la stampa si è rivelata necessaria  come "cane da guardia" di un puro spirito di democrazia, in periodi in cui questa era completamente negata. E' il caso, questo del giornale Labyrinthe, pubblicato a Ginevra da Albert Skira tra l'ottobre 1944 e il dicembre 1946. La storia e l'evoluzione di questo giornale viene raccontata presso le sale del Museo Rath a Ginevra nelle quali si ripercorrono le tappe di una storia editoriale travagliata che ha alimentato lo scambio artistico negli anni della seconda guerra mondiale , in cui ogni tipo di scambio intellettuale  e culturale veniva bandito perché considerato rivoluzionario. La rilevanza storica del Labyrinthe sta nel fatto che esso ha costituito una piattaforma intellettuale pluridisciplinare e internazionale che ha permesso l'incontro tra artisti e scrittori svizzeri, italiani e francesi, esso ha costituito un ponte tra il territorio elvetico relativamente risparmiato dai disastri della guerra e la capitale francese che non disponeva più dei suoi supporti editoriali.
Balthus, Malraux  e Giacometti, rispettivamente  pittore, scrittore e scultore furono i protagonisti di  scambi di diverse visioni, ognuno esprimendosi tramite l'arte che meglio lo rappresentava, tutte volte verso il tema della liberazione e della speranza per un'Europa piegata dalla violenza e dalla barbaria.
Una parte dell'esposizione è incentrata sul manoscritto " Le Rêve, la Sphinx et la mort de T." , testo di Alberto Giacometti pubblicato nell'ultimo numero del Labyrinthe. I tre temi sviluppati dallo scultore, il sogno, che simboleggia il surrealismo, la Sfinge, locale notturno parigino che simboleggia l'erotismo, e la morte, che simboleggia l'esistenzialismo, compongono le tre grandi tematiche attorno alle quali si sviluppa la dialettica dello scultore e che furono oggetto di approfondimento da parte di molti altri artisti e intellettuali che ebbero un ruolo nella storia del giornale. Il Labyrinthe esplora la psicologia dell'arte e trova in ogni sua manifestazione, dall'arte realista a quella surrealista, un accento liberatorio che porta con sé un'espressione lirica, quasi musicale. Nel Labyrinthe si trovano riferimenti a Mirò, Toulouse Lautrec, Braque, Balthus, Giacometti, Picasso, Matisse, Magritte, Dalì e molti altri, artisti professionalmente molto diversi tra loro, ma ognuno difensore di una propria filosofia liberatoria e a suo modo rivoluzionaria. Il Labyrinthe è strettamente legato alla rivoluzione surrealista degli anni '20, i riferimenti a questa sono molteplici, primo fra tutti il titolo stesso del giornale, questo viene rappresentato all'interno dello stesso con disegni degli artisti sopra menzionati che, rievocando la leggenda del Minotauro e rappresentandolo in numerose raffigurazione come una figura quasi umana, viene infatti rappresentata, addirittura, la paura del Minotauro nella sua fuga da Teseo nel labirinto, legano il reale con il leggendario per arrivare ad una armonica idea di surrealismo. Balthus spiega sinteticamente questo concetto affermando in modo conciso che " On peut être réalistes de l'irréel et figuratifs de l'invisible", parafrasando così le affermazioni del fondatore del movimento surrealista, André Breton che spiega che "Il surrealismo si fonda sull'idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sull'onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita"

La breve vita del giornale di Skira rappresenta una delle più grandi avventure editoriali del XX secolo, venduto segretamente per le vie di Parigi, il Labyrinthe diviene simbolo degli anni della seconda guerra mondiale e strumento volto alla costruzione di uno spirito comune per una nuova Europa.

Giacometti, Balthus, Skira, les années Labyrinthe ( 1944-1946)
9 aprile-5 luglio 2009
Musée Rath, Ginevra
Place Neuve, CH-1204 Genève
Tel: 0041- ( 0) 22 418 33 40
Fax: 0041- ( 0) 22 418 25 01
www.ville-ge.ch/mah
adp-mah@ville-ge.ch

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