Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 26 settembre 2020

  • MP News
  • Cultura

Chiesa e censura

In Italia siamo troppo spesso abituati a censurare invece di capire. I preti e la pedofilia: un video troppo scomodo per andare in onda

29.05.2007 - Paolo Ribichini



LIBRI - "Nel corpo del mondo - La mia malattia e il dolore delle donne che ho incontrato"

Dopo i Monologhi della vagina, Eve Eisler racconta il Tumore e i suoi Sogni
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Al Festival di Urbano la star è Bach

Rese leggenda da Gleen Gould negli anni '50, le Variazioni Goldberg vengono riproposte nella loro versione originale...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Il Festival di Urbino si apre con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio

Sabato 18 luglio, alle 21.30, si apre la 47a edizione del Festival di Musica Antica
Leggi l'articolo

Alcuni mesi fa, la televisione britannica BBC mandò in onda un’inchiesta, dal titolo “Sex Crimes and the Vatican”, relativa alla pedofilia diffusa tra il clero cattolico. Nel reportage si alludeva anche a disposizioni che sarebbero state impartite dall’allora cardinale Ratzinger per proteggere e nascondere i prelati pedofili. Accuse gravissime che hanno creato in tutta Europa un certo clamore. Tranne in Italia. Perché? Perché nessuna televisione l’ha mandata fino ad ora in onda. E anche la carta stampata, notoriamente più libera, ha riservato all’inchiesta uno spazio decisamente insufficiente. Tuttavia, negli ultimi giorni il video dell'inchiesta si sta diffondendo sulla rete anche con sottotitoli in italiano, obbligando i mezzi d'informazione a parlarne. Il motivo per il quale si è ignorata la notizia è un mistero. L’inchiesta, che lancia nei confronti del sistema politico-istituzionale della Chiesa romana pesanti accuse che dovrebbero essere verificate con più cura, riporta tuttavia fatti accertati. Che centinaia, forse migliaia di preti pedofili abbiano violentato dei bambini è un fatto appurato dalla magistratura irlandese e da quella statunitense.

Ma quando Michele Santoro, conduttore e responsabile della trasmissione Anno Zero su Rai2, ha avviato le procedure per l’acquisizione di questo video, si è sollevato un incredibile polverone. Ecco pronta a levarsi la mano della censura: «Si eviti di trasformare il servizio pubblico radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa». Queste le parole del Presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, l’on. Mario Landolfi di AN. Egli chiede, inoltre, che il direttore generale dell’azienda Rai, Cappon, si dissoci e blocchi l’acquisto del video. Il motivo per il quale Landolfi chiede che il video non venga acquisito non è chiaro. È in grado di dimostrare l’infondatezza delle notizie riportate nell’inchiesta? È in grado di sindacare sull’affidabilità dei giornalisti autori dell’inchiesta? Probabilmente no. Allora su cosa si basa la richiesta di Landolfi? Sulla lesa maestà del Papa? Intanto gli fa sponda l’on. Casini: «No alla TV spazzatura. Invece di trasmettere un’inchiesta spazzatura, la RAI prepari una bella trasmissione nella quale si parli della Chiesa nel mondo, lasciando alla vicenda lo spazio che merita; un millesimo di tutta la grandiosa opera della Chiesa». Dividendo per mille le due ore di trasmissione televisiva, il tempo che si dovrebbe dedicare alla vicenda, secondo Casini, sarebbe all’incirca di 7 secondi! Riuscirebbe in 7 secondi Santoro a riassumere ciò che viene riportato nel video in così poco tempo? Potrebbe essere un record.

La vicenda, al momento in cui scriviamo, sembra destinata ad una felice conclusione. Cappon ha dato il suo assenso all’acquisto del documentario, chiedendo a Santoro di preparare una trasmissione nella quale si verifichino i fatti e si dia la possibilità a tutte le parti in causa di esprimersi. Per questo ci vorrà tempo. La trasmissione andrà in onda probabilmente giovedì prossimo. Tuttavia, manca ancora il via libera del CDA della Rai che ha l’ultima parola circa la linea editoriale dell’azienda. I soliti problemi di censura.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.