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lunedì 28 settembre 2020

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C H Ö D: rovesciare le zolle

Fino al 31 luglio 2009

11.07.2009 - Silvia Magna



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  L'antropologia culturale e teatrale si sono, per molto tempo occupate del rito, delle sue possibili forme, metamorfosi, strutture e sviluppi nelle differenti culture, spaziando dalle tradizioni orientali verso le occidentali.
Al giorno d'oggi ognuno di noi si nutre di riti soggettivi che lo rendono partecipe delle dinamiche sacre e profane della società: basti pensare al matrimonio o alle partite di calcio, alla dimensione politica o ai funerali. Nel corso del tempo e nelle differenti parti del mondo il rito ha assunto valore ed espressioni molto varie, ma la sua funzione simbolica è rimasta invariata.
Negli studi antropologici e sociologici, il rito rientra in quell'insieme di pratiche e di conoscenze che formano i modelli culturali di una data società e svolgono una funzione di trasmissione dei valori e delle norme, di istituzionalizzazione dei ruoli, di riconoscimento dell'identità e di coesione sociale.
Macel Mauss nei primi anni del 1900,  ha effettuato un'analisi del "sacrificio", applicando la proprio teoria esclusivamente a fatti religiosi, ed ha elaborato la definizione di sacrificio come: " atto religioso che attraverso la consacrazione di una vittima, modifica lo stato della persona morale che lo compie o di taluni oggetti che la riguardano".

La splendida chiesa barocca sconsacrata di Santa Rita dei poverelli, situata nel centro storico di Roma, dal 2004 è  divenuta uno spazio polifunzionale che l'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, dopo un accurato lavoro istituzionali di restauro, ne ha fatto una delle sedi privilegiate per le proprie iniziative culturali ed istituzionali.
Dall'8 Luglio accoglierà le immagini fotografiche che testimoniano il viaggio dell'antropologo Martino Nicoletti (Perugia 1968). Il vernissage, il 7 Luglio, ha inoltre previsto la proiezione di un video realizzato dallo stesso autore, in pellicola bianco e nero Super 8, e il contributo sonoro del compositore Roberto Passuti, sulla base di una rielaborazione musicale ed elettronica di suoni e musiche connesse al rito del chöd.
Le ventitre stampe di grandi dimensioni in bianco e nero testimoniano le fasi salienti del rito che si è svolto dal 21 Settembre al 6 Ottobre 2007, con "lo scopo di compiere una pacificazione complessiva delle divinità locali dell'area prossima al villaggio di Pungo, nel Dolpo meridionale (Nepal)". "Un rituale arcaico meditatico di autosacrificio, presente simultaneamente all'interno delle due grandi tradizioni spirituali del Tibet: il Buddismo e il Bon".

La mostra si rivela una testimonianza molto valida e strutturata di un iter complesso, lontano dalle situazioni sacre occidentali, che pone l'uomo in stretta correlazione con la dimensione naturale e con le attività sciamaniche. Riportare in maniera fedele e senza falsare la realtà di tali riti è un compito davvero difficile, che prevede l'utilizzo di conoscenze antropologiche precedentemente acquisite ma anche grandi capacità umana di relazione con l'altro e di individuazione del proprio ruolo all'interno di comunità chiuse e statiche.
A prescindere dal valore tecnico delle forografie, bisogna quindi apprezzare il grande sforzo comunicativo che si cela dietro al risultato finale e immergersi in una realtà che non ci appartiene ma dalla quale sicuramente si può apprendere qualcosa.


Info:
Sala Santa Rita, Roma, Via Montanara, adiacente Piazza Campitelli.
Dall'8 al 31 Luglio.
Ingresso libero. Aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 18.
Sabato e domenica chiuso.
Tel: 060608.
www.salasantarita.culturaroma.it
irradiazioni@irradiazioni.com

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