Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 24 settembre 2020

  • MP News
  • Cultura

Abbiamo veramente bisogno del carbone?

In Italia vengono costruite nuove centrali elettriche a carbone. Il paese ha bisogno di energia a costi più contenuti. Ma la strada del coke è sostenibile?

13.08.2007 - Paolo Ribichini



LIBRI - "Nel corpo del mondo - La mia malattia e il dolore delle donne che ho incontrato"

Dopo i Monologhi della vagina, Eve Eisler racconta il Tumore e i suoi Sogni
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Al Festival di Urbano la star è Bach

Rese leggenda da Gleen Gould negli anni '50, le Variazioni Goldberg vengono riproposte nella loro versione originale...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Il Festival di Urbino si apre con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio

Sabato 18 luglio, alle 21.30, si apre la 47a edizione del Festival di Musica Antica
Leggi l'articolo

L’ecologia è un argomento centrale nelle campagne elettorali dei principali paesi d’Europa, ad eccezione dell’Italia. È passato poco più di un anno dalla chiusura della campagna elettorale per le elezioni politiche che hanno decretato la vittoria dell’Unione sulla Casa delle Libertà. Si è mai parlato di ecologia? No. Gli argomenti “ecologia” e “produzione energetica sostenibile” sono quasi tabù per i nostri politici. Intanto la lobby del carbone, la Assocarboni, continua la sua campagna affinché si convertano le centrali alimentate ad olio combustibile in centrali alimentate a carbone. Caso emblematico è quello della centrale di Civitavecchia, Torre Valdaliga Nord. Questa centrale, spenta da alcuni anni per anzianità di esercizio, era stata alimentata ad olio combustibile per più di 30 anni. Negli ultimi anni è stata progettata una sua riconversione a carbone, che garantirebbe alla centrale altri 30 anni di vita. Perché la scelta del carbone? Perché il carbone è il combustibile più economico in circolazione. Secondo la Assocarboni la riconversione del 30% degli impianti farebbe diminuire drasticamente il costo della bolletta, già oggi tra i più salati d’Europa. In realtà, il costo inferiore della materia prima viene parzialmente bilanciato dal costo elevatissimo della conversione o costruzione di impianti a carbone. Inoltre, il prezzo del carbone potrebbe subire un incremento significativo nei prossimi decenni. Insomma, costruire centrali elettriche a carbone non è così conveniente di quanto si vuole far credere. L’Assocarboni, inoltre, parla di “carbone pulito” come fonte alternativa ed ecologica rispetto all’olio combustibile. In realtà, se è vero che le polveri sottili vengono in parte filtrate, l’anidride carbonica rilasciata nell’ambiente è di due volte superiore rispetto alle centrali alimentate ad olio combustibile e di ben quattro volte superiore rispetto a quelle alimentate a gas. Se è vero che in tutto il mondo la quota riservata al carbone nella produzione dell’energia elettrica è notevolmente superiore a quella italiana, questo non significa che il prodotto non sia inquinante. Infatti, ovunque in Europa si cerca di ridurre anno dopo anno l’impiego del coke. Insomma, a Tarquinia e a Civitavecchia, dove l’inquinamento dell’aria è già molto elevato ed il livello delle polveri sottili supera abbondantemente il livello di guardia, ci sono dubbi enormi sull’impatto ambientale in una zona agricola già sufficientemente vessata da due centrali elettriche: Torre Valdaliga Sud (a gas) e Montalto di Castro (a gas e olio combustibile). Un mese fa la UE, nel valutare l’applicazione degli accordi di Kyoto, ha chiesto all’Italia di diminuire le emissioni di CO2 del 6%. Non è poco. Il problema non è solo locale ma nazionale se non mondiale. I cambiamenti del clima sono sotto gli occhi di tutti. È ormai accertato che l’aumento delle temperature ed il conseguente aumento dei fenomeni atmosferici violenti è causato per il 90% dalle emissioni di CO2. È evidente, quindi, che la strada del carbone non è percorribile: a ridotti ed iniziali vantaggi economici, corrisponderanno costi sociali, ambientali e sanitari insostenibili. Dovremmo, quindi, investire di più sull’eolico, sul solare e soprattutto sull’idrogeno. La corsa dell’ENEL ad incrementare la produzione di energia rientra nella necessità di abbassare i costi dell’energia e di evitare il rischio di black out estivi. Ma l’Italia ha realmente necessità di più energia? Forse no se pensiamo agli enormi sprechi. Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa. Bastano piccoli gesti quotidiani: per esempio possiamo utilizzare lampadine a basso consumo, impostare il termostato dello scaldabagno a non più di 45°, comprare elettrodomestici ad alto rendimento, regolare il condizionatore d’estate a non meno di 24° e il riscaldamento d’inverno a non più di 20°, sostituire le finestre con doppi vetri, ridurre l’utilizzo dell’autovettura. Piccoli gesti che non costano nulla e fanno migliorare la qualità della nostra vita e l’ambiente che ci circonda. Altro che carbone.
BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.