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sabato 04 aprile 2020

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TRY BLACK. L’Uomo è un essere Abitudinario

Teatro Allo Scalo – Roma dal 6 al 25 ottobre

19.10.2009 - monica cavallin



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  C'è crisi, c'è grossa crisi... Sono mesi che le prime pagine dei giornali urlano e strillano queste notizie. Ma questa non è certo la notizia del secolo, non è un fatto nuovo... che dire della crisi che ha investito il mondo intero nel 1929 con il crollo di Wall Strett? Ebbene, di tempo ne è passato ma in realtà poco o niente è cambiato. La crisi è un fatto ciclico, che si ripete nel tempo dove, a distanza di quasi un secolo dalla "prima grande crisi", anche ora si rafforza lo strapotere della classe dominante che ha sostituito il controllo mentale a quello militare, la persuasione alla coercizione. Try Black. "L'Uomo è un essere Abitudinario" racconta, in un unico tempo, quasi indefinito, le storie di dieci personaggi che si intrecciano tra loro ma che hanno un comune denominatore: la crisi economica. Quindi ecco alternarsi i litigi tra moglie e marito, lui sindacalista e lei casalinga che spinge il marito tassista allo sciopero perché "così non si campa più col tuo misero stipendio", che non ne può più delle ristrettezze con cui bisogna far crescere i propri figli. Ma ecco una coppia giovane che non può sposarsi perché lui fa l'attore e non è un lavoro redditizio tale da piacere a un geloso fratello maggiore; un medico, che ormai ha abbandonato la passione per la medicina, che non pensa più a svolgere "un mestiere che salva la vita delle persone" ma pensa solo a portare a casa lo stipendio alla fine del mese, assecondando i giochetti dei figli di grandi dottori, o peggio di medici che operano, e poi fanno morire le persone perché incapaci di fare il proprio lavoro, grazie alla loro posizione raggiunta solo con sordidi appoggi politici. Le scelte di questo medico si scontrano con le velleità di un giovane chirurgo, ancora pieno di entusiasmo e battagliero, pronto a difendere a spada tratta il giuramento di Ippocrate, salvaguardando quella che considera "una vocazione e non una professione". C'è anche un "motivatore aziendale" che spinge i dipendenti a fare del loro meglio, con grandi parole e grandi lusinghe, ma rendendoli tutti dei robottini lobotomizzati, mentre lui passa le giornate a giocare a golf. Per tutti questi strani personaggi la parola chiave non è più fame, è insoddisfazione. Un altro tipo di povertà. Ma in realtà è solo la forza dell'abitudine che tende a schiacciare l'uomo impedendogli di agire. Bisognerebbe avere occhi e cuore per uscire da questa era buia.

La regia è di Sandro Torella, alla sua terza esperienza alla regia, ma che non si preclude la possibilità di essere presenza dominate in scena. Ci racconta che l'opera è stata ispirata da un testo di Clifford Odets del '35, drammaturgo statunitense considerato il più significativo interprete della protesta sociale degli anni Trenta. "Siamo partiti da lì, ci dice, per poi fare delle improvvisazioni e mettere in contraddizione i personaggi, partendo dallo sciopero in un particolare periodo per l'America. L'idea era proprio quella di affrontare le due crisi per poi metterle a confronto, analizzando il fatto che entrambe sono per certi aspetti simili almeno nei presupposti, anche se poi quello che succede cambia nei fatti. Abbiamo cercato di portare in contraddizione le storie dei personaggi, sottolineando come si parte con un obiettivo ma poi si finisce sempre da un'altra parte, soprattutto quando c'è il denaro di mezzo. Eclatante l'esempio del medico che è costretto a scendere a compromessi pur di fare il proprio lavoro, anche se poi deve fare i conti con la propria coscienza."
Molto bravi gli attori (Teodora Nadoleanu, Sandro Torella, Simone Barraco, Mauro Torella, Simone Castano, Daniele Paoloni, Maria D'Arienzo, Davide De Santis), bene si muovono nel piccolo teatro e anche tra il pubblico seduto nelle prime file. Chiediamo se sono principianti o allievi della scuola di teatro, tenuta proprio da Sandro Torella all'interno della Scuola Internazionale della Cometa. "Sono ex allievi della scuola, non siamo una vera e propria compagnia. Il nostro è un inizio di sperimentazione, abbiamo l'obiettivo di creare comunque un luogo nuovo insieme; purtroppo tutto questo oggi non è semplice, il nostro scopo è quello di sensibilizzare sia le persone che ci lavorano, sia, soprattutto, il pubblico a un certo tipo di teatro; siamo affiatati, è vero, anche se in realtà  solo con un paio di persone abbiamo già lavorato insieme, ma vogliamo comunque cercare di costruire un gruppo per cercare di farci conoscere,  con tutte le difficoltà che ci sono oggi... per noi essere attore è più uno stile di vita che un mestiere".

 

Teatro allo Scalo

Via Dei Reti 36
Roma (RM)
Tel: 3392022970

Dal 06-10 al 11-11
Ore: 21:00

www.teatroalloscalo.it

 


Try Black

Foto di Enzo Maniccia




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