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Il museo nazionale dell'emigrazione italiana

24.10.2009 - Simone Di Tommaso



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  Dal 23 ottobre la città di Roma può vantare un nuovo museo, unico nel suo genere, ospitato negli spazi della Gipsoteca del Complesso Monumentale del Vittoriano: si tratta del Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e nato grazie al lavoro di un prestigioso comitato scientifico.

La creazione del nuovo museo, che precede di due anni i festeggiamenti per il 150° anniversario della proclamazione del Regno d'Italia, ha come obiettivo dichiarato quello di rappresentare complessivamente il fenomeno dell'emigrazione italiana nel mondo, analizzandola sotto tutti i suoi vari aspetti e raccontando le innumerevoli storie dei suoi protagonisti: i milioni di cittadini italiani che, alla ricerca di un posto di lavoro o di una migliore qualità di vita, sono partiti alla volta di paesi lontani, lasciando alle spalle tanti ricordi, senza tuttavia dimenticare l'amore per la patria e l'attaccamento alle proprie tradizioni e alle proprie origini.

La storia dell'Italia non può, infatti, essere compresa appieno senza riconoscere l'importante ruolo dell'emigrazione nella formazione della coscienza nazionale, attraverso il sacrificio dei tanti italiani che hanno contribuito a migliorare economicamente e socialmente paesi lontanissimi e che hanno diffuso nel mondo la nostra cultura e i nostri valori.

Il museo è dedicato, quindi, alla memoria dei valori più profondi del nostro Paese. Il neo direttore, Alessandro Nicosia, ne sottolinea l'importanza, affermando che "la memoria è ciò che ci rende, storicamente e soggettivamente quello che siamo. Chi la conserva, la tutela e la diffonde operando strenuamente affinché la vita non diventi un mero presente, un quotidiano leggero e inutile perchè deprivato di quel senso che scaturisce dalla conoscenza del tempo che ha preceduto il nostro."

Memoria: anche per il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, questa è la parola chiave sottesa alla creazione del nuovo museo. Nella cerimonia di apertura ufficiale, ha ricordato che "oggi che accogliamo gli immigrati nel nostro Paese e siamo diventati un Paese di immigrazione non dovremmo mai dimenticare di essere stati un Paesi di emigrazione. Nell'Italia, pur unita, tanti italiani non poterono trovare lavoro né modo di vivere e furono costretti a partire. È stato un flusso straordinario e abbiamo seminato tracce di questa presenza italiana in tutto il mondo".

Il museo è strutturato attraverso un percorso storico-cronologico che si articola in 5 sezioni attraverso l'esposizione di tabelle didattiche, di grafici, e di materiale di diverse tipologie, come documenti originali, fotografie, lettere autografe, testi rari, video d'archivio dell'Istituto Luce, giornali e riviste e oggetti caratteristici.

Dopo la sezione introduttiva, dedicata alle migrazioni pre-unitarie e all'analisi delle politiche sociali dell'epoca, si passa ai racconti dei due principali periodi, quello che va dal 1876 al 1915 e quello compreso tra il 1916 e il 1945, anno in cui finisce la seconda guerra mondiale. Questi momenti sono analizzati attraverso l'esposizione di vari documenti che attestano, da un lato, il richiamo da parte degli Stati esteri di forza lavoro straniera e, dall'altro, il legame tra le persone ormai lontane e la loro tradizioni italiane.

Le ultime due sezioni descrivono, dapprima, l'emigrazione nel secondo dopoguerra e, poi, l'attuale realtà degli italiani nel mondo, il tutto sottolineando l'attuale trasformazione dell'Italia in paese d'immigrazione.

La visita al museo, doverosa per qualsiasi cittadino italiano, è molto toccante. La realtà che si scopre è a molti sconosciuta e troppo spesso dimenticata. L'apertura di un tale spazio, nel luogo simbolo dei valori della coscienza italiana quale il Vittoriano, si propone di raccontare ai giovani le loro radici, insegnando loro ad amarle e rispettarle. Un obiettivo, sicuramente, di immenso valore culturale.

 

dal 24 ottobre 2009

Gipsoteca del Complesso del Vittoriano, con ingresso in piazza dell'Ara Coeli, Roma

dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 18.30; venerdì, sabato e domenica fino alle 19.30

ingresso libero

 

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