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venerdì 10 aprile 2020

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Albert Watson - il Coniglio Bianco

fino al 22 novembre 2009

10.11.2009 - Luigia Bersani



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  Lo Spazio forma di Milano presenta l'esposizione fotografica di Albert Watson, noto fotografo scozzese che ha originariamente trovato la sua notorietà negli scatti che ritraggono il mondo musicale e cinematografico americano degli anni settanta-ottanta. Il filo conduttore che lega le opere in esposizione si trova nella figura del Bianconiglio, figura emblematica del romanzo di Lewis Carroll "Alice nel paese delle meraviglie". Watson afferma "in Alice nel paese delle meraviglie, quando il coniglio bianco scompare dentro il buco, si imbatte in molte strane e surreali visioni. Ho pensato che il Coniglio Bianco fosse una buona metafora per questa mostra". Queste parole danno voce alle impressioni degli spettatori che, non riuscendo a cogliere una trama della mostra che sia unitaria e coerente con se stessa, si lasciano trasportare dalla confusione visionaria che le opere trasmettono, seguendo i salti mentali dell'autore, così come Alice segue il Bianconiglio, da una descrizione all'altra di realtà opposte tra loro, che segnano, proprio nella discontinuità dei soggetti rappresentati, il percorso immaginifico da seguire.

L'esposizione si snoda attraverso i macro temi della realtà di Las Vegas, dalle perverse immagini delle camere dei motel, ai tramonti su terre sconfinate i cui unici riferimenti spazio temporali sono costituiti da segnali luminosi all'orizzonte; della realtà di Hollywood e della musica, in cui i ritratti di personaggi quasi mitologici, quali Hitchcock, Mick Jagger, Jack Nicholson, Michael Jackson e altri assumono aspetti e atteggiamenti irreali fino a diventare, quasi a ricordare la loro rilevanza storica nei loro rispettivi campi artistici, icone di loro stessi. E ancora la mostra percorre le linee del documentario attraverso le foto scattate dall'artista durante i suoi viaggi in Marocco ed in sud America, così come percorre dimensioni surreali, quali la stessa immagine del Bianconiglio, raffigurante Watson grottescamente mascherato, fermo in mezzo alla natura selvaggia e le altre opere della stessa serie quali la bambina bendata, immobile di fronte ad un masso gigante e la bambina che gioca con un cerchio colorato nel mezzo di un capannone industriale. Tutti scatti che risaltano ed esasperano la relazione tra la finzione ed il reale, tra la narrazione e la costruzione.  Watson nato nel 1942, durante la sua carriera da fotografo, iniziata principalmente come hobby, ha pubblicato più di 200 copertine di Vogue e di Rolling Stones e vanta di aver ottenuto numerosi Awards, quali il Lucie Award, il Grammy Award, e tre ANDY Awards.

La poliedricità stilistica dell'artista si riassume nelle sue parole che affermano "invece di avere una o due strade da percorrere, io posso scegliere tra una quantità di strade possibili e mi ritrovo così nella stessa situazione del bambino e della roccia. Ho molte soluzioni a disposizione, e la scelta a volte per me è difficile, perché tra tutte le soluzioni devo preferire quella giusta. Ma ho imparato che la soluzione giusta è quasi sempre la più semplice".

Così, seguendo le orme del più angosciante dei personaggi delle favole, seguendo il ticchettio delle lancette del suo orologio sempre in ritardo che confonde i diversi piani della realtà e del tempo, lo spettatore percorre le sale della galleria nella completa perdita dell'orientamento e della logica basilare di un ordine concettuale e, solo mettendo piede fuori dallo spazio espositivo, riesce ad afferrare il suono delle attese parole "Alice, Alice, è l'ora del thè!".     

 

Albert Watson, il Coniglio Bianco

Dal 18/09/2009 al 22/11/2009

Spazio Forma - Centro Internazionale di Fotografia - Galleria d'Arte

Piazza Tito Lucrezio Caro, 1  (Zona Ticinese)

20136 Milano (MI)

Da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 20; giovedì e venerdì apertura prolungata fino alle ore 22. Chiuso il lunedì

Da Euro 6,00 a Euro 7,50

Tel. 02 58118067

www.formafoto.it

 

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