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martedì 31 marzo 2020

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Alessandro Papetti – Passaggi

fino al 15 Dicembre 2009

17.11.2009 - Irene Roberti Vittory



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A. Papetti, "Non necessariamente verso sera"
  Passaggi. Tele non numerose ma significative, soprattutto per capire perché Achille Bonito Oliva, già curatore di una mostra di Papetti a Palazzo Reale a Milano, abbia parlato di quest'arte come di "arte del passaggio". Passaggio come immersione in un paesaggio e corsa fuggevole attraverso di esso. Le pennellate ricordano quelle dei futuristi, sanno di velocità, di istantanea che coglie la mutevolezza dell'attimo. Milano e Genova sono immortalate nella loro modernità e frenesia. Emergono i colori scuri, col nero prevalente. Genova, in più, sembra essere caratterizzata dal colore blu, come se anche il cemento e le particelle dell'aria avessero assorbito i colori del mare, un'essenza di cui il traffico e la velocità non tengono conto, ma che è intrinsecamente connessa all'ambiente urbano che Papetti vuole rappresentare. Milano invece tende al grigio-giallo: una città legata alla terra, inquinata per antonomasia, spiritualmente - per molti - autunnale. Che predominino questi o quei colori e che a frapporsi ci siano barlumi di luce, mai vanno persi di vista quei tratti rapidi che forniscono delle impressioni. Sono le impressioni che ognuno sperimenta in macchina, in treno, in autobus. Immagini che passano a svariati chilometri orari sotto gli occhi, neanche prese in considerazione perché non c'è il tempo di metterle a fuoco e considerarle. La vita che scorre intorno o altrove diventa scia luminosa, scatto dell'artista. È eterno divenire. L'attenzione di Papetti non è rivolta solo all'ambiente urbano ma anche a quello del bosco. Un soggetto nettamente diverso dal primo, con un punto di vista che, però, resta invariato. Se nell'immaginario collettivo regna il binomio città-artificio-fretta versus natura incontaminata-calma, qui l'ovvio viene scomposto. Non è forse possibile trovarsi a correre in un bosco o immedesimarsi in un animale che in esso si trova a scappare? Il tratto dinamico rende ancora una volta evidente la velocità, e ancora una volta il colore è rivelatore dell'essenza dell'ambiente: nero, varie tonalità di verde, violetto, il giallo della luce che filtra dalle chiome degli alberi. Ci si ritrova a passare, appunto, ed essere spettatori di cose - alberi, palazzi, strade - che il tratto, anziché disperdere, ricompone. Carpe diem, cogli l'attimo, afferra il presente pur nel suo continuo incedere. Era la sfida della pittura futurista, oggi lo è (anche) di Alessandro Papetti.   

 

Alessandro Papetti - Passaggi

Dall'11 dovembre al 15 dicembre 2009

First Gallery - Via Margutta 14, Roma

Ingresso libero

www.firstgallery.it

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