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I barbari. Saggio sulla mutazione

07.12.2009 - Francesca Maria Calegari



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  Il tempo della civiltà è finito, è iniziata l'ora dei barbari. Dal 12 maggio al 21 ottobre 2006 Alessandro Baricco ha pubblicato su La Repubblica le 30 puntate che vanno a comporre questo "saggio sulla mutazione", e proprio così avrebbe voluto che si fosse intitolato il libro.

Di certo non è un testo facile, specialmente la prima parte del saggio non ha la leggerezza tipica delle sue opere, ma una volta compresi gli intenti e le premesse del ragionamento non si può non rimanere  indifferenti alle parole dello scrittore torinese.

Che si venga infastiditi da una certa aura di presunzione che si potrebbe percepire nelle sue pagine, o che si riesca ad andare oltre alle apparenze e a coglierne l'autoironia e la capacità di autocritica, Baricco ottiene con questo testo un risultato estremamente rilevante. Scrivere un saggio non è solo esporre una tesi, confutare le teorie contrarie e dimostrare la validità delle proprie premesse; un saggio dovrebbe spingere il lettore a porsi domande che non aveva ancora nemmeno mai immaginato, dovrebbe lasciarlo con una possibile soluzione, ma con la voglia di scoprirne di proprie. Ecco questo è quello che accade con I barbari: così che siate d'accordo o meno con l'autore è certo che rifletterete sul problema da lui sollevato.

Che il saccheggio dei barbari sia ormai in atto lo avvertono in molti, che la mutazione sia allo stadio avanzato è dimostrabile. Baricco porta tre esempi inaspettati, simboli di modi diversi di atteggiarsi della cultura: il vino, il calcio e i libri; elencate le premesse da cui partire si passa alle deduzioni: e così da google al giornalismo, dalla democrazia al fast food, emergono i nuovi punti fermi della civiltà occidentale: la spettacolarità, la semplificazione, la velocità, il multitasking, il trionfo della tecnica sui principi, le notizie che hanno rilevanza solo per la quantità di movimento che generano.

L'idea di cultura come qualcosa di sacro che vada mantenuto nella sua essenza più autentica, e che richieda fatica per arrivare a conquistarne l'anima, si sta lentamente sostituendo con il surfare distratto e velocissimo sulla superficie delle cose, rilevanti solo se linkate tra di loro.

Ma così sarebbe troppo facile. I barbari non è il lamento del vecchio che rimpiange i tempi andati, la domanda di fondo è: ma non sarà che la mutazione in atto è un qualcosa di fisiologico? Qualcosa che è già accaduto nella storia, con l' illuminismo,  con il romanticismo;  qualcosa che è stato deprecato e poi assunto a canone di cultura. Ma anche in questo modo forse si liquiderebbe la questione in maniera troppo semplicistica, e così il pregio del saggio è quello di portare ogni ragionamento alle estreme conseguenze, nulla è al riparo.

Ragionando in questo modo ogni affermazione è confutabile. O no?

 

Titolo: I barbari. Saggio sulla mutazione

Autore: Alessandro Baricco

Casa Editrice: Universale Economica Feltrinelli

Anno: 2006

Pagg: 213

Prezzo: 7,50 euro

 

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