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martedì 29 settembre 2020

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Cado e Mi Rialzo

Al Teatro Furio Camillo va in scena la follia. Giovani artisti emergenti interpretano la malattia mentale nelle sue molteplici forme. C’è del talento tra i matti

17.07.2007 - Paolo Ribichini



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Si spengono le luci ed inizia la rappresentazione del delirio. Piccoli flash sulle forme della follia. Esercizi di stile di giovani artisti all’interno di un contenitore. “Cado e mi rialzo” è lo spettacolo andato in scena il 9 e 10 luglio al Teatro Furio Camillo (via Camilla, 44 Roma). Diretto da Gregorio Amicuzzi, lo spettacolo vuol essere un raccoglitore di performance al termine del corso del laboratorio teatrale “Presenze Sceniche”. Ma si va oltre. Pur risultando un po’ frammentata, la rappresentazione si snoda tra scene che risultano legate tra di loro da un filo rosso che crea un’ unità scenica non indifferente: ogni storia tira l’altra, ogni monologo tira l’altro, quasi senza fratture.
La scenografia è minima, un tavolo, una sedia, un tappetino, alcune scatole bianche. Lo spettacolo non ha bisogno di altro.

Da sottolineare la perfomance di Giulia Messia, che porta in scena il ruolo di un medico schizofrenico, un personaggio che si scinde nella dicotomia medico-paziente, per poi ricomporsi sul finale. La Messia, appena diciottenne, interpreta la sua parte con una naturalezza da attrice affermata. Da sottolineare anche l’interpretazione di Anna Laura Sforza e di Nick Minns. La prima interpreta il ruolo di una pazza che non riconosce più la sua gamba sinistra, in un climax di follia in cui l’artista si muove con relativa disinvoltura. Invece, il personaggio interpretato da Minns non trova spazio all’interno di una singola scena, ma funge da raccordo comico tra alcune scene. È un personaggio particolare: non parla. È semplice e pura espressione fisica. Si avvicina ad altri personaggi come per esprimere una propria opinione ma non trova mai le parole.

Nota certamente negativa è il prezzo del biglietto: 7 euro. Per uno spettacolo di giovani artisti emergenti questo è un prezzo troppo elevato. Il rischio è che alla rappresentazione teatrale assistano solo amici e parenti degli artisti. È di conseguenza normale se il settore teatrale è in crisi. Prezzi del genere non fanno altro che allontanare il pubblico giovane dal teatro, mentre non permettono ad artisti emergenti di farsi conoscere.
Come sostenuto dalla stessa compagnia, lo spettacolo verrà replicato. Per il momento non si conoscono le date. Vi terremo informati.

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