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venerdì 25 settembre 2020

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Recensione : Psychofagist - Il Secondo Tragico

11.01.2010 - Damiano Rizzo



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Titolo: Il Secondo Tragico
Artista: Psychofagist
Etichetta: Subordinate Records
Anno di uscita: 2009
Genere: Free Form Grind, Art Rock
Voto: 8

 

Manovalanza epilettica al servizio del metallo.

Manifesto elettivo ed effettivo del combo novarese, giunto, dopo 5 anni da "Psychofagist", ed uno stuolo di produzioni minori (7", EP, split), al secondo, atteso, full length, "Il Secondo Tragico"; evoluzione impressionante di una proposta musicale che, all'epoca era si valida, ma ancora acerba e fin troppo ancorata a stilemi jazz-grind.Nel 2009, gli Psychofagist hanno definitivamente sciolto le briglie in favore di un suono sempre più "free" ed incatalogabile, merito anche dell' ingresso in pianta stabile nella formazione di Luca Mai (Zu, Black Engine) al sax baritono. Schegge acuminate di breve e media durata identificano "Il Secondo Tragico", dove il rock tutto viene messo al servizio di un songwriting ricco di mille sfumature e imprevedibili soluzioni. Stop & go fulminanti, raptus math-noise, free-jazz ("Biodegradazioni"), ironia e non-sense a palate ("Defragmentation Rutunda"), rallentamenti post-doom ("Il Secondo Tragico" e la Neurosis meets Oxbow "Corpuscles"), tech grind a la Cephalic Carnage e art - funk / no wave caotica. Tutto questo in un solo tomo, frammentato in 10 tracce varie e fresche. Per quanto riguarda le band di riferimento si va'  dai già citati Cephalic Carnage ai Last Exit, passando per Flying Luttenbachers, Naked City / Painkiller, Colossamite, Brutal Truth ed Atomsmasher. Chitarra, basso, batteria, sax baritono e sax tenore (tra i guest spicca un Eraldo Bernocchi alla chitarra e alle electronics) imbastiscono con grande padronanza tecnica e gusto, eccellente a tal proposito il lavoro al basso di Marcello Sarino, un maelstrom grind free form destinato ad accaparrarsi la fetta di pubblico amante delle sonorità math / cervellotiche o molto più generalmente, rock avanguardistiche. L'album si consuma tutto d'un fiato, e ammalia per fruibilità d'insieme, sebbene il materiale qui contenuto non sia proprio di facile approccio. Tentar non nuoce... Sfido chiunque a comporre una "Nouvelle de Spasticitè & Epilepsie" d'ora in poi, o meglio, sfido chiunque a trasporre così fedelmente la sindrome di Tourette in musica.

Spettacolare.

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