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lunedì 17 febbraio 2020

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Abbas Kiarostami

fino al 21 gennaio 2010

16.01.2010 - Simone Di Tommaso



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  Fino al prossimo 21 gennaio, la Galleria "Il Gabbiano" di Roma ospita una mostra fotografica del regista iraniano Abbas Kiarostami.

Accanto al cinema, che lo ha consacrato a livello internazionale, l'artista ha da sempre coltivato un interesse per il linguaggio visuale, dedicandosi alla fotografia e alla pittura, affidando all'obiettivo fotografico il compito di indagare con occhio discreto e, al tempo stesso, curioso un mondo popolato quasi esclusivamente da presenze naturali, in cui il grande assente è l'uomo.

Kiarostami, nato in Iran nel 1940, è salito alla ribalta della cronaca internazionale con la vittoria, a Cannes, nel 1997, della Palma d'Oro con il film "Il sapore della ciliegia", storia di uomo di mezza età che si aggira in auto per la desolata periferia di Teheran cercando qualcuno che lo aiuti a suicidarsi. Successivamente nel 1999 vince il premio speciale della giuria al Festival di Venezia con il film "Il vento ci porterà via", continuando a perseguire un'idea di cinema capace di coniugare in modo assolutamente originale la riflessione morale con l'investigazione critica delle immagini.

Le fotografie esposte sintetizzano l'arte e la filosofia di Kiarostami, riassumibile nelle parole "viaggiare con la mente". Secondo il regista iraniano, infatti, "sognare è forse più necessario che vedere". Gli oggetti delle singole foto diventano quindi, in primo luogo, alberi, montagne e strade e, in secondo luogo, pioggia, vento, nuvole grigie, strade lucide di città e campagne che rimandano ad una sensazione di un malinconico vagabondare.

Il rapporto dell'artista con la fotografia nasce in un modo molto spontaneo. "Sentivo il bisogno di essere tutt'uno con la natura - spiega Kiarostami - era lei che mi guidava. E nello stesso tempo avevo il desiderio di condividere con gli altri i bei momenti di cui ero testimone".

Le immagini sono molto particolari ed esprimono benissimo il concetto del viaggio, sottolineando il rapporto dell'uomo con la natura, ovvero, in altre parole, la relazione che intercorre tra l'infinità del mondo naturale e le tracce lasciate da ogni essere umano. Tra le fotografie esposte una in particolare ben rappresenta la ricerca fotografica di Kiarostami: una strada che si perde nell'orizzonte.

 

Dal 21 dicembre 2009 al 21 gennaio 2010

Galleria "Il Gabbiano", via della Frezza 51 - Roma

Aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 20 o su appuntamento

Ingresso libero

www.galleriailgabbiano.com

 

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