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Marcos Marin – Celebrities

fino al 20 febbraio 2010

24.01.2010 - Simone Di Tommaso



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  Da Brigitte Bardot a Luciano Pavarotti, da Marilyn Monroe a Salvador Dalì, Sofia Loren, Audrey Hepburn, Pablo Picasso, Grace Kelly. "Celebrities" è la prima personale italiana, ospitata alla Galleria RDBR, di Marcos Marin, l'artista-pianista brasiliano che applica al ritratto, genere tradizionalmente figurativo, le regole e gli artifici illusionistici della Op Art.

La Optical Art è una corrente di arte astratta, sviluppatasi intorno agli anni Sessanta, la cui caratteristica è quella di creare illusioni ottiche, tipicamente di movimento, attraverso l'accostamento di particolari soggetti astratti o sfruttando il colore. L'artista, infatti, cerca di giocare con l'osservatore creando immagini di movimento: le forme e i colori abilmente accostati creano vibrazioni e pulsazioni. I principali esponenti di questa corrente sono Victor Vasarely e l'italiano Piero Dorazio.

All'esperienza dell'Op Art si ispira l'opera di Marin, il cui nome, conosciuto in Italia solo da una stretta cerchia di appassionati, è legato ad importanti opere sparse per il mondo, come la 'Monnalisa' realizzata all'interno del Coconut Grove Convention Center di Miami, le due grandi tele realizzate per gli Aereoporti di Parigi e il Monumento a Ranieri II, che occupa una delle principali piazze del Principato di Monaco.

Brasiliano, figlio di un uomo di cinema e di una cantante lirica, per lungo tempo Marin ha coltivato con successo due carriere parallele: quella di artista e quella di concertista per pianoforte classico. Si trasferisce negli Stati Uniti e precisamente a Miami. Qui, avendo la possibilità di conoscere e frequentare grandi artisti come Varasely, scopre l'arte ottica, l'Op Art, la quale diventa la sua più grande passione. Dal 1990 vive in Francia, dove nel 2006, conosce Pierre Cardin, un incontro che considera decisivo per la sua vicenda artistica. Grande mecenate e collezionista, oltre che stilista di genio, Cardin riesce a convincere il talentuoso sudamericano, perennemente in bilico tra musica ed arte figurativa, ad approfondire la sua ricerca sui fenomeni della percezione visiva.

Di questa sua ricerca e delle opere che da essa scaturiscono Marin parla con grande semplicità: "Penso che l'aspetto più intrigante della mia opera sia l'effetto ottico, quasi magico presente nei miei ritratti".

Le opere in mostra, come 'Marilyn', 'Audrey' e 'Grace' rilevano un senso di ambiguità: osservate da vicino sono griglie geometriche perfettamente astratte, ma se ci si allontana, esse rivelano la presenza di volti resi con precisione fotografica, quasi cinematografica, dal momento che le astute illusioni ottiche inventate dal loro autore le rende mobili e vibranti.

L'uomo è al centro dell'opera d'arte di Marin. Lui stesso afferma: "Sento una specie di obbligo etico a realizzare i miei ritratti che spesse volte rappresentano il riconoscimento del talento e della genialità dell'uomo".

La mostra è veramente molto interessante: ci si addentra in un mondo diverso, dettato dalle regole dell'illusione e dell'astrattezza, quello della Op Art.

 

Dal 28 novembre 2009 al 20 febbraio 2010

RDBR, via Margutta 71/a - Roma

Aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 20. Domenica e lunedì dalle 15 alle 20

Ingresso libero

www.rbdr.it

 

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