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mercoledì 01 aprile 2020

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La poesia degli occhi

fino al 15 gennaio 2010

20.01.2010 - Angela Di Matteo



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La poesia degli occhi, ossia la poesia che guarda e che si lascia guardare. La poesia che si fa disegno, immagine, tempera su tela. La poesia afona che sa parlare. E grida. Grida un amore profondo, immenso, doloroso. Un amore così grande e incompreso che Garcia Lorca affida, come un atto di fede - pagana - ai versi della sua penna. Nascono così gli undici Sonetti dell'amore oscuro (1935-1936), raccolta destinata a custodire nel tempo le passioni più segrete e intime del poeta. Biografia amputata, monca, incompleta, come del resto la vita stessa di Garcia Lorca. La sua morte, tragica e prematura, non gli ha permesso di completare il suo progetto, e la raccolta di sonetti si trasforma allora in una sorta di testamento, una confessione finale prima di lasciare questo mondo.

La mostra allestita a San Pietro in Montorio e curata dal Prof. Otello Lottini, ospita così undici opere per gli undici sonetti, ognuno espressione personalissima degli artisti che hanno voluto trasfigurare i versi del poeta spagnolo verso cui l'Italia ha sempre mostrato una particolare sensibilità.

Le opere di Cascella, Ceccobelli, Marchegiani e Rinaldi sviluppano il tema amoroso con maggiore attenzione al supporto materiale, al "contenitore artistico", ossia la materia, il significante. Quelle di Abate, Bertolini, Cagliani, Di Stasio e Gandolfi offrono invece una prospettiva differente, basata sullo studio semiotico delle immagini. Ancora diversa, infine, è la tecnica proposta da Basile e Schilirò, che preferiscono uno studio mirata alle "dinamiche della significazione". Ogni artista, perciò, approda alla poesia di Lorca e ne fornisce l'interpretazione secondo la propria idea di estetica e di amore.

L'esposizione, inaugurata il 10 dicembre e aperta fino al 15 gennaio 2010, è promossa dall'università degli Studi Roma Tre - Dipartimento di Letterature Comparate - e dal Centro d'Arte Contemporanea (CEDAC) della Facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso Ateneo, e dall'Accademia di Spagna a Roma. Paradigma dell'unione tra Italia e Spagna, la mostra si presenta sotto le vesti di un concerto polifonico: in essa approdano l'arte italiana contemporanea e la poesia spagnola degli anni '30, mentre le tecniche moderne si abbandonano agli echi del passato.

Al vernissage del 10 Dicembre hanno partecipato Enrique Panés, Direttore della Reale Accademia di Spagna, Umberto Croppi, Assessore alla Cultura e alla Comunicazione del Comune di Roma, Nerio Nesi, Presidente dell'Associazione Culturale Italia/Spagna (ACIS) e Fabio Fatuzzo, Assessore alla Cultura del Comune di Catania, città che nel corso del 2010 ospiterà gli undici pannelli dedicati agli oscuri sonetti.

In definitiva una mostra piccola ma intensa, che si lascia scoprire lentamente, riservandosi il piacere di raggiungere nuovi effetti e nuove emozioni esclusivamente attraverso una riflessione meditata e consapevole. Peccato, però, che l'aspetto più peculiare, se non principale, ossia il carattere omosessuale delle composizioni, sia stato in alcuni casi tralasciato, se non addirittura sottovalutato.

 

La poesia degli occhi. Omaggio degli artisti italiani a Federico Garcia Lorca

Reale Accademia di Spagna, Piazza di San Pietro in Montorio, 3 - Roma

Info: 06.5812806

Orario: dal martedì alla domenica, ore 10.00-13.00 / 16.00-19.00. Lunedì chiuso

Biglietti: ingresso libero

Dal 10 dicembre 2009 al 15 gennaio 2010

 

 

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