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HIROSHIGE. IL MAESTRO DELLA NATURA

04.05.2009 - Simone Di Tommaso



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Il Museo Fondazione Roma di via del Corso ospita, fino al prossimo 7 giugno, una bellissima mostra sul più grande artista giapponese di tutti i tempi, Utugawa Hiroshige, attraverso l'esposizione di ben 200 opere provenienti dall'Honolulu Academy of Arts.
La mostra, promossa dalla Fondazione Roma e prodotta in collaborazione con Arthemisia, con il coordinamento scientifico dell'International Hokusai Research Centre, rappresenta un'occasione unica per conoscere un artista unico nel suo genere, che ebbe una notevole influenza sulla pittura europea e, soprattutto, sull'impressionismo e post-impressionismo e che venne imitato dai più grandi pittori del secolo scorso come Vincent Van Gogh e Claude Monet.
Hiroshige nacque a Edo, l'antica Tokyo, nel 1797 e divenne, ben presto, allievo di Utugawa Toyohiro, assorbendone l'interesse per il paesaggio. Studiò lo stile occidentale introdotto dal fondatore della scuola Utugawa, Toyohiro, divenendo uno dei principali paesaggisti giapponesi dell'Ottocento e fra i più celebri rappresentanti della corrente artistica Ukiyo-e.
La produzione artistica di Hiroshige, che si caratterizza per una vera e propria contemplazione del cosmo in tutti i suoi aspetti, annovera diversi generi, tra cui, da una parte, stampe di attori, guerrieri e cortigiane e, dall'altra, stampe di elementi della natura come fiori, uccelli, pesci e paesaggi. La natura è, difatti, contemplata nel suo lato più armonico, con una capacità di ascolto al limite del religioso.
Le opere di Hiroshige sono essenzialmente stampe policrome dirette ad una fruizione privata e non monumentale: nella quiete della visione domestica, infatti, la sua qualità e creatività potevano arrivare a trasmettere il senso della grandiosità delle gole e dei fiumi tra vertiginose montagne, di gorghi e correnti negli stretti del mare, intere penisole estese sotto la luna.
"Hiroshige evoca la bellezza della natura del paesaggio - afferma il curatore della mostra Giancarlo Salza - ma anche della figura dell'uomo che vi svolge la sua attività. Nel farlo, riesce a fondere i vari elementi in un'unica sostanza. Le sue stampe divennero strumento di un fenomeno: portandosele dietro come cartoline di luoghi celebri del paese servirono per dare ai giapponesi la consapevolezza della loro appartenenza attraverso il sentimento della natura".
L'allestimento della mostra colpisce particolarmente. All'ingresso, al fine di meglio introdurre alle stampe di Hiroshige, è stato creato un vero e proprio giardino giapponese, realizzato, con effetti realistici, riproponendo le piante, l'acqua, il ponte di legno, i sassi, la ghiaia, la lanterna da neve. Il giardino è delimitato dalle tipiche porte-paravento scorrevoli che frazionano lo spazio interno della casa tradizionale giapponese. Il senso di quiete e di isolamento dal mondo esterno è favorito dalla diffusione di suoni e rumori della natura.
Il percorso espositivo è suddiviso in cinque sezioni. La prima, "Il mondo della natura" raggruppa stampe che sono dei capolavori di rappresentazione di elementi della natura, come uno stormo di oche selvatiche o lo scroscio di una cascata su un abisso. La seconda "Cartoline dalle province" è dedicata alle località del Sol Levante, divenute famose per una caratteristica naturale o per una veduta spettacolare. "La via per Kyoto", terza sezione, raccoglie l'opera "Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō", realizzato tra il 1833 e il 1834 ed universalmente considerato il capolavoro di Hiroshige. La sezione successiva, "Nel cuore di Tokyo", raggruppa le stampe dedicate alla cosiddetta ‘capitale orientale' in cui risiedeva lo shōgun, il capo militare e politico del Giappone. L'ultima sezione, "Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese" testimonia l'influenza del grande artista nella scelta dei luoghi da fotografare.
La mostra si chiude con un confronto ravvicinato tra due mostri sacri, da una parte lo stesso Hiroshige e dall'altra Vincent Van Gogh, del quale si ammirano le riproduzioni in alta definizione di tre celebri quadri (Ponte sotto la pioggia, Il giardino dei susini a Kameido, Piccolo pero in fiore) ispirati direttamente alle stampe dell'artista giapponese.
La mostra è semplicemente favolosa e sembra trasportare il visitatore in un'altra realtà caratterizzata dalla calma, dalla quiete, dallo zen, in netta contrapposizione con il rumore della civiltà moderna. Le opere di Hiroshige appassionano qualsiasi tipo di visitatore e trasmettono il senso di un vero e proprio culto del mondo e della natura.

Dal 17 marzo al 7 giugno 2008
Museo Fondazione Roma, via del Corso 320 - Roma
Aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20. Lunedì chiuso
Biglietto: intero € 9; ridotto € 7; scuole € 4
www.arthemisia.it

 

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