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martedì 26 maggio 2020

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L’ARTE DELLA PUBBLICITA’

IL MANIFESTO ITALIANO E LE AVANGUARDIE. 1920-1940

15.04.2009 - Simone Di Tommaso



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Fino al prossimo 24 maggio il Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita una piccola ma interessantissima mostra che ha il fine di illustrare l'evoluzione dell'arte della pubblicità attraverso l'esposizione di manifesti, bozzetti, libri risalenti al periodo delle avanguardie artistiche, compreso tra il 1920 e il 1940; un percorso che parte dalle raffinatezze grafiche degli inizi del Novecento e che arriva ai modi dell'espressionismo e ai rigori del razionalismo, passando attraverso il nitido segno e gli accesi cromatismi del futurismo.
Il materiale esposto proviene dal "Massimo & Sonia Cirulli Archive", la più importante e ampia collezione privata di manifesti storici esistente in Italia, valida testimonianza del ruolo attivo svolto dalla pubblicità nei profondi cambiamenti che interessarono arti e società, tra la fine della Prima Guerra Mondiale e l'inizio della Seconda.
Il periodo 1920-1940 è stato caratterizzato da nuovi concetti di comunicazione e di propaganda in cui il manifesto pubblicitario assunse un ruolo predominante nella diffusione di nuovi prodotti nel mercato e di un nuovo modo di vivere.
L'arte pubblicitaria muoveva, in quegli anni, i suoi primi passi e annoverava tra i suoi creatori i più grandi artisti del Novecento, come i futuristi Balla, Depero, Tato, Prampolini, Sironi, Adolfo Wildt, Duilio Cambellotti, Lucio Fontana, i designer Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Diulgheroff, Gino Boccasile, Erberto Carboni, Bruno Munari, Sepo e Federico Seneca.
"Il manifesto pubblicitario - afferma la curatrice della mostra Anna Villari - assume in quegli anni un ruolo preponderante, divenendo il veicolo principale di una nuova immagine dell'Italia, che si vuole dinamica, veloce, arguta, proiettata verso il futuro e verso le innovazioni dei trasporti e della comunicazione o, nel caso della grafica di propaganda, sicura e assertiva. Un'Italia comunque moderna e, infatti, capace, anche nel confronto con altri paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e sperimentale".
In quel ventennio nasce la grande imprenditoria italiana, la quale comincia a commissionare manifesti pubblicitari ai maggiori artisti dell'epoca. E' il tempo della Fiat di Giovanni Agnelli, della Venchi e della Snia Viscosa di Riccardo Gualino, della Campari di Davide Campari e della Olivetti di Adriano Olivetti.
La mostra è suddivisa in sei sezioni, nelle quali si raccontano "La donna e l'uomo moderni", ossia l'evoluzione dell'arte pubblicitaria dall'idealizzazione ottocentesca al realismo, al dinamismo e alla velocità cromatica; "La meccanizzazione" giocosa della figura umana di ascendenza futurista; "Velocità e confini" e "Il volo", ovvero i nuovi miti del movimento futurista; infine "Le sperimentazioni del disegno e della grafica" e "L'astrazione della forma", che illustrano la nascita di una nuova coscienza professionale degli artisti della pubblicità e gli sviluppi del linguaggio e dello stile delle opere degli anni Trenta.
L'esplosione della pubblicità, negli anni Trenta, rappresentò una vera e propria rivoluzione radicale, esaltata da artisti come Depero, il quale, nei propri scritti, affermava che "L'arte dell'avvenire sarà potenzialmente pubblicitaria [...]; arte fascinatrice che audacemente si piazzò sui muri delle facciate dei palazzi, nelle vetrine, nei treni, sui pavimenti delle strade, dappertutto; si tentò perfino di proiettarla sulle nubi; [...] l'arte deve marciare di pari passo all'industria, alla scienza, alla politica, alla moda del tempo, glorificandole; l'arte della pubblicità è un'arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi, arte gioconda, esilarante, ottimista".
Una mostra veramente ben fatta che interesserà qualsiasi tipo di pubblico.

Dal 26 febbraio al 24 maggio 2009
Casino dei Principi, Musei di Villa Torlonia, via Nomentana 70 - Roma
Aperta dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso
Biglietto unico integrato con visita al Casino Nobile, alla Casina delle Civette e al Casino dei Principi: intero € 9, ridotto € 5,50
www.museivillatorlonia.it

 

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