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lunedì 25 maggio 2020

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Matteo Bastianelli – The Bosnian Identity

fino al 3 febbraio 2010

29.01.2010 - Irene Roberti Vittory



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  Cosa vuol dire essere bosniaci nel 2010? Vuol dire portare il peso degli avvenimenti di quasi vent'anni prima. Si è al mondo con la memoria di deportazioni, stupri e omicidi feroci. Si è al mondo soli, o con pochi altri, mentre le fotografie raccontano di una famiglia molto più numerosa che la guerra ha decimato. Si è al mondo da dopo il 1995, anno in cui il conflitto jugoslavo è terminato, eppure si è malati, disturbati, come il bambino immortalato da Matteo Bastianelli, con gli occhi bassi, lungi dal voler essere guardato e dal guardare. A volte si è al mondo senza fotografie, ma solo con oggetti: un orologio può bastare per ripercorrere la vita di chi lo teneva al polso, ancora ticchettante come i battiti del cuore. Adesso quell'orologio è fermo, il cuore del suo proprietario si è fermato da anni, ormai neanche esiste più. Dalle fosse comuni del tragico conflitto balcanico adesso si stanno riportando alla luce vecchi oggetti, grazie al lavoro dell'International Commission on Missing Persons di Sarajevo. Perché sono oltre 30.000 gli uomini, le donne e i bambini che in quella guerra - che ha fatto più di 100.000 vittime - sono scomparsi misteriosamente, senza lasciare alcuna traccia, senza che qualcuno ne abbia registrato l'identità.  Al reportage del fotografo venticinquenne ha contribuito la fondazione Onlus "Il giardino delle rose blu", che si occupa di assistenza socio-sanitaria in Croazia, avendo cura in particolare dei bambini.  Matteo Bastianelli è stato in quelle zone ancora piene di dolore a fotografare l'assenza. Mettere a fuoco qualcosa che non esiste, sembra impossibile. Ma osservando quegli ambienti spogli e quegli oggetti fermi si percepisce la mancanza di qualcuno. E diventa più facile capire gli sguardi vivi ma grigi, lenti dei sopravvissuti.

 

Matteo Bastianelli - The Bosnian Identity

"Officine Fotografiche" - Via del Casale di Merode 17 - Roma

Dal 16 Gennaio al 3 Febbraio 2010

Orario: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19,30

Ingresso libero

www.officinefotografiche.org

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