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giovedì 09 aprile 2020

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Australia today

fino al 7 marzo 2010

22.02.2010 - Irene Roberti Vittory



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Sono 127 gli artisti che a Palazzo Incontro espongono i propri lavori. La loro cultura è lontana dalla nostra. Non conoscono la scrittura e si servono dell'arte figurativa per comunicare. Le loro vite sono unite alla natura nell'essenza. Il rapporto con ciò che li circonda non è stato turbato dalla tecnologia e alla base della loro filosofia ci sono concezioni spiritualiste e panteiste. È l'affermarsi dello spinoziano "Deus sive Natura". Gli spiriti degli elementi naturali sono il tema di molte opere. Nelle tribù aborigene si cerca con loro il contatto, se ne cerca la grazia, e per questo motivo vengono celebrati rituali. Gli spiriti-guida poi rendono indissolubile il legame con gli Antenati, di cui ancora si seguono gli itinerari - le Vie dei Canti - e si raccontano le mitiche vicende. L'astrazione che trapela è in realtà un errore interpretativo dell'Occidente: tutto è concretezza, presenza continua, esistenza. Lo spirito non è un'idea, ma un'entità materiale, sensibile. Gli uomini si fondono con gli animali (l'Uomo Serpente, I'Uomo Uccello), diventano spiriti, diventano fenomeni naturali, formano un'unità col Tutto. C'è poi l'attenzione ai dettagli, minuzie che diventano soggetti da celebrare: è il caso di una chioma bionda pettinata e decorata secondo i rituali, su cui l'occhio del pittore si sofferma riprendendola dall'alto. I colori sono tratti dalla Natura stessa: carbon fossile, argille, bacche selvatiche, erbe. È dal loro miscelamento che viene ottenuta una gamma cromatica davvero vasta. Il legno, il cui odore pervade le numerose sale della mostra, è autoctono, e porta con sé un po' di aria d'Australia. Fortunatamente l'Occidente ha saputo scoprire quest'arte lontana. L'importazione non è nata per nobili scopi. Il denaro ne è stata la causa e l'effetto. La pittura e la scultura aborigene sono state offerte - dagli imprenditori dell'arte - come alternative a una cultura troppo pop, materialista, commerciale. Hanno innovato l'arte e contribuito a rispolverare l'immagine appiattita dell'arte contemporanea. Il rischio, sempre in agguato, è che ciò che è anti-conformista finisca per diventare l'opposto, anch'esso un noioso già visto. Ma per l'autentica profondità che sprigiona, è ragionevole credere che l'arte aborigena non andrà incontro a questo destino; ché se pure viene sfruttata dal mercato, ha radici altrove. E infatti per ora ha conservato tutta la sua originalità e bellezza.    

 

Australia Today

dal 18 Gennaio al 7 Marzo 2010

Palazzo Incontro - Via dei Prefetti 22, Roma

Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19, tranne il lunedì

Ingresso libero

 

 

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